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1975, il crollo di vico Reale e la rivolta degli sfollati
(leggi 1 – 2 – 3 – 4 – 5 – 6) Le manovre in previsione del rinnovo del Consiglio comunale si aprono col “botto”: il sindaco Franco Lorusso, con una lettera al Consiglio comunale, annuncia che non si ricandiderà.
Aldo Lacaita si dimette da segretario provinciale del PSI per candidarsi alla Regione.
Il segretario nazionale del PLI, Agostino Bignardi, incontra i liberali tarantini e indica quale prospettiva da costruire quella dell’“Alleanza laica”.
E mentre si scaldano i motori per le elezioni si spengono quelli dei bus dell’AMAT: mancano i soldi per il carburante! L’intervento del vice Sindaco, Giuseppe Giancane, riesce a sbrogliare la matassa ed i pullman tornano a circolare; ma è evidente come la situazione complessiva della città vada diventando insostenibile.
E diventa drammatica con il disastroso crollo di Vico Reale nella città vecchia: nelle prime ore del pomeriggio del 12 maggio crolla un palazzotto di tre piani; si estraggono dalle macerie sei corpi senza vita, insieme ad alcuni feriti.
Altri 74 alloggi vengono dichiarati pericolanti e decine di famiglie restano senza casa; vengono provvisoriamente sistemate in albergo (in copertina, il titolo sulla prima pagina della Gazzetta del Mezzogiorno).
Scoppia l’esasperazione: vengono organizzati blocchi stradali, mentre si vegliano le vittime del crollo. La tensione si taglia a fette. Dopo frenetiche riunioni in Prefettura la strada scelta è quella della requisizione di appartamenti. Il sindaco Franco Lorusso firma il decreto per la requisizione di 116 appartamenti.
Alcune famiglie avevano già occupato abusivamente case in via Fiume e Viale Magna Grecia; una quarantina di famiglie avevano cercato di occupare gli appartamenti della Beni Stabili. Si riesce però a riportare la calma.
In questo clima surreale va avanti la campagna elettorale, con i comizi che si susseguono in tutta la città.
A due giorni dal voto si spegne improvvisamente Ludovico Angelini, ex parlamentare e dirigente del PCI. Qualche mese dopo, nel salone di rappresentanza della Provincia, egli sarà ricordato, in maniera solenne, con l’intervento di Giorgio Napolitano. Domenica 15 giugno i tarantini vanno a votare.
Partiti Voti %
PCI 46.177 33.4
DC 50.921 36.8
MSI-DN 11.951 8.6
PSI 14.485 10.5
PSDI 3.216 2.3
PLI 2.531 1.8
PRI 4.716 3.4
U.P. 492 0.4
DC – Indip. 1.763 1.3
INDIPENDENTI 2.106 1.5
Elezioni amministrative – 15 giugno 1975 – Fonte: Ministero dell’Interno
Rispetto alle precedenti amministrative il dato sicuramente più eclatante è la forte avanzata del PCI (+ 3%), avanza anche il PRI mentre la DC subisce una flessione abbastanza netta (-1.3%); il PSI ha un buon incremento (+1.1%), il PSDI, il PLI il MSI flettono.
Il Consiglio comunale risulta, quindi, così composto:
Gruppo “Democrazia Cristiana”: LEONE Giuseppe, SALA Paolo, PARADISO Leonardo, MIGNOGNA Cosimo, ZAPPIMBULSO PAPPACENA Pia, CAVALLO Giovanni, FESTINANTE Luigi, GIUDETTI Angelo, BASSANO Beniamino, MANCINI Luigi, BOCCUNI Francesco, ANDRISANI Vincenzo Raffaele, FIORE Nicola, VILLARI Francesco, LOREA Giulio Cesare, ACCARDI Gennaro, ORLANDO Cataldo, CARLUCCI Carlo, ORLANDO Giuseppe, MITIDIERI Antonio
Gruppo “Partito Comunista Italiano”: CANNATA Giuseppe, POLLICORO Vincenzo, TRAVERSA Roberto, ANGELINI Vito, MICELI Leonardo, LATANZA Cosimo, SPIZZIRRI Luigi, BATTAFARANO Giovanni, ANDRISANI Vincenzo, SEMERARO Francesco, BONIFAZI Giacomo, SPATARO Giuseppe, PERETTO Giovanni, INTELLIGENTE Augusto, TAURINO Nicola, CELLAMARE Francesco Paolo, GRIFONI POLIDORI Edvige
Gruppo “Partito Socialista Italiano”: LAMANNA Eustachio, GIANCANE Giuseppe Antonio, BLASI di Statte Stelio, CIGLIOLA Antonio, INDELLICATI Domenico
Gruppo “Movimento Sociale Italiano”: LATANZA Domenico, ROMANO Alessandro, SPEZIALE Vittorio, CITO Giovanni
Gruppo “Partito Repubblicano Italiano”: CARRINO Nicola
Gruppo “Partito Socialista Democratico Italiano”: FULLONE Vincenzo
Gruppo “Partito Liberale Italiano”: GIGANTE Vincenzo
I giovani del PSI sono tra i primi a prendere posizione, considerando chiusa l’esperienza della politica di centro-sinistra: o una Giunta col PCI oppure passare all’opposizione.
Il PSDI, con un documento approvato dal proprio organismo dirigente, si esprime per la conferma delle giunte di centro-sinistra quale scelta prioritaria.
Ma sul risultato incombe la denuncia di brogli avanzata da Mario Calzolaro, che riguarderebbero non solo la DC ma anche altri partiti.
Ed all’indomani del voto si torna a manifestare per la “Vertenza Taranto”: prima un’assemblea pubblica cui partecipano centinaia di lavoratori, poi quattro ore di sciopero con cortei sino a Piazza della Vittoria. Una mobilitazione che consegue qualche significativo risultato: in un incontro presso il Ministero del Tesoro viene scongiurato il licenziamento di 2.500 lavoratori dell’area industriale per i quali viene previsto il reutilizzo nella costruzione di duemila alloggi per una spesa di 50 miliardi di lire. Si susseguono altri incontri a livello ministeriale, ma senza concreti risultati.
Con incontri bilaterali tra il PSI ed il PCI prima e tra PSI e DC poi si avviano le trattative per la formazione della Giunta al Comune di Taranto.
Il PSI incontrerà quindi anche PRI, PSDI e PLI.
Questo giro di incontri bilaterali porta ad un incontro tra i sei partiti, all’inizio di agosto, presso la sede del PSI in cui si sottolinea la necessità di convocare al più presto i consigli eletti e si nomina una commissione ristretta con il compito di elaborare un documento programmatico il più unitario possibile; una conclusione interlocutoria, che in ogni caso apre una fase sicuramente nuova nella vita politica cittadina e provinciale in cui gli antichi steccati cominciano ad essere superati.
Il lavoro della commissione ristretta procede, non senza qualche difficoltà, ed alla fine viene prodotta la “Piattaforma d’intesa”, sottoscritta dai sei partiti, in base alla quale vengono stilati i programmi per il Consiglio comunale e provinciale.
Il programma concordato per il Comune di Taranto viene illustrato nel Consiglio comunale immediatamente successivo a quello di insediamento, al quale partecipa anche il sindaco uscente Franco Lorusso che si sofferma soprattutto su problemi che restano aperti, a cominciare da quelli della città vecchia e della finanza locale.


L’accordo unitario sul programma non porta però a giunte unitarie; infatti Leonardo Paradiso viene eletto Sindaco di Taranto con i voti di DC, PSI, PSDI e PRI mentre il PCI viene tenuto fuori dagli accordi per la formazione dell’esecutivo e vota per Giuseppe Cannata.
Una scelta non indolore perché, insieme alla violenta reazione del PCI, si manifesta il dissenso anche nel PSI: Cigliola e Indellicati infatti abbandonano l’aula al momento del voto. Nei loro confronti l’esecutivo socialista esprime una ferma condanna, ribadendo la fedeltà del PSI agli accordi sottoscritti.
Viene eletta anche la Giunta comunale formata dal Vice Sindaco GIANCANE Giuseppe (P.S.I.), dagli Assessori effettivi BLASI di STATTE Stelio (P.S.I.), LAMANNA Eustachio (P.S.I.), CARRINO Nicola (P.R.I.), FESTINANTE Luigi (D.C.), FULLONE Vincenzo (P.S.D.I.), GIUDETTI Angelo (D.C.), MIGNOGNA Cosimo (D.C.), ZAPPIMBULSO PAPPACENA Pia (D.C.) e dagli Assessori supplenti: CAVALLO Giovanni (D.C.), CIGLIOLA Antonio (P.S.I.)