Salute
Ilva Taranto, nuove tensioni tra Emiliano e Calenda
Da braccio di ferro a guerra di nervi. La vicenda Ilva continua a tenere banco e le tensioni non si spengono. La visita lampo del ministro dello Sviluppo economico a Taranto e l’incontro con il sindaco Rinaldo Melucci, hanno riaperto il dialogo ma non tutte le asperità sono state smussate. Il nodo da sciogliere resta quello dei ricorsi. Carlo Calenda ha convocato il tavolo per il prossimo 20 dicembre, ma il ritiro dei ricorsi al Tar di Comune di Taranto e Regione Puglia non è ancora arrivato. Ed è proprio questo elemento ad innervosire il ministro.
“Ho convocato il tavolo per il 20 senza voler escludere nessuno – dice il ministro all’Ansa – sarei felice se partecipasse anche Emiliano, ma è ovvio che bisogna prima ritirare i ricorsi: non si può discutere contemporaneamente su un tavolo negoziale e in aula di Tribunale”. La risposta di Emiliano non si fa attendere. “Il ricorso resta in piedi – replica alla stessa agenzia – fin quando non saranno discusse le osservazioni’.
Secondo quanto scrive “Il Sole 24 Ore” Emiliano interviene anche sul rilancio dell’Ilva e propone, come Regione “di rifare l’altoforno 5 con tecnologia a gas e di continuare a far lavorare almeno fino al 2025 gli altri tre a carbone. Così lo stabilimento diventa flessibile, si adatta ai mutamenti del mercato, ma inquina molto meno. E si mettono d’accordo città, Regione, Governo e acquirente”.