Ospedale vecchio, così rinasce un altro pezzo di cuore di Taranto

Ospedale vecchio, così rinasce un altro pezzo di cuore di Taranto

Nelle foto la cerimonia di inaugurazione in corso. L’Ospedale vecchio, la storica struttura che sorge sui resti dell’anfiteatro di Taranto, da oggi ospita ufficialmente il Centro di Salute Mentale dell’Asl.



Trova  fine una lunga storia burocratica, sfociata anche nelle aule giudiziarie per via di un complicato contenzioso. Un cantiere aperto nel 2007 e che in questi minuti sta registrando finalmente il taglio del nastro. Alla cerimonia sono presenti le autorità cittadine e pugliesi (sindaco Melucci, vescovo Santoro, governatore emiliano) e i vertici Asl, a cominciare dal direttore generale.



Di seguito, riportiamo l’articolata ricostruzione della vicenda e l’illustrazione delle opere di riqualificazione dello storico immobile, che ricordiamo sorge proprio nel cuore del Borgo di Taranto, a firma degli ingegneri Davide Mancarella e Raffaele Convertino, dell’Ordine Ingegneri di Taranto, presenti oggi tra gli altri alla cerimonia inaugurale.

Testo e foto tratti dalla pagina Fb dell’Ordine Ingegneri Taranto 

“E’ in corso, stamane, l’inaugurazione del Centro Salute Mentale nel riqualificato Ospedale Vecchio di TARANTO.





I lavori sono iniziati nel lontano 2007 e sono terminati quest’anno, al termine di una storia complessa ed articolata che ha attraversato anche un complicato contenzioso tra le imprese appaltatrici e la ASL.

L’Ordine degli Ingegneri di Taranto esprime grande soddisfazione nel vedere, finalmente, una bella e storica struttura del Borgo recuperata alla città e valorizzata da una ristrutturazione rispettosa dei canoni architettonici originali.

In rappresentanza dell’Ordine degli Ingegneri di Taranto, sono presenti gli ing. Davide Mancarella e Raffaele Convertino, che attraverso questo post ci illustrano i lavori svolti dopo aver acquisito i dettagli dai colleghi dell’area tecnica della ASL Taranto:

L’edificio che ha ospitato l’ospedale vecchio di Taranto ha una storia antica e trae origine dal Monastero delle Clarisse, fondato nel 1363.
Alla fine del 1600, il Convento fu ristrutturato dai Teresiani ed iniziò la costruzione della attigua Chiesa di S. Teresa.
Nei primi anni del 1800 l’occupazione francese portò alla trasformazione dell’edificio in Ospedale Militare. Con alterne vicende, mantenne questa funzione sanitaria, passando al Demanio dello Stato, poi ai Fatebenefratelli, ed infine al Comune di Taranto nel 1872. Negli anni ’30, per soddisfare la crescente domanda di servizi sanitari della città, divenuta polo dell’industria militare, nacque il progetto del nuovo ospedale SS Annunziata di via Bruno che, a causa delle vicende belliche, fu inaugurato solo nel 1962.

Il complesso conventuale, che si sviluppa su tre livelli, è ricompreso nell’isolato fra le vie Anfiteatro, via De Cesare, Piazza SS. Annunziata e via Acclavio. La superficie coperta complessiva è di 2.061 m2, quella del porticato 326, mentre il chiostro ha una superficie di 253 m2.
Il piano terra, compreso il chiostro, misura mq 2.050, il primo piano mq 1963 e il secondo piano mq 908 per un totale di 4921 mq di superficie pavimentata. Il piano terra prende luce dal chiostro. Il piano primo dal chiostro e dagli affacci esterni. La Chiesa è ubicata a est dell’edificio. Tra gli ambienti di particolare bellezza, si segnala il vecchio refettorio dei frati posto ad ovest con affaccio sulla via Acclavio e la via Anfiteatro. I vani risultano coperti con diversi tipi di volta a padiglione, a botte, a crociera e a padiglione ribassato. Alcune volte sono di particolare pregio.
I lavori di recupero e ristrutturazione dell’edificio dell’Ospedale Vecchio sono stati eseguiti in 3 lotti funzionali.

IL PRIMO LOTTO, progettato dall’Arch. Graziano Schiralli ed eseguito dall’Impresa SO.CO.MA. srl, è stato avviato nel 2007 e prevedeva, inizialmente, una diversa destinazione per i locali (aule per corsi di Medicina). Questo stralcio funzionale includeva gli interventi di ristrutturazione del piano terra e parte del primo piano.

Il SECONDO LOTTO è stato progettato dall’A.T.P. costituita dagli Architetti Vito Capriulo e Graziano Schiralli e dagli Ingegneri Michele Di Turi e Cataldo Lippo. I lavori, eseguiti dall’A.T.I. SO.CO.MA s.r.l./Biscardi Tommaso, riguardavano interventi di ristrutturazione della porzione complementare del piano primo e del piano secondo. Direttori dei lavori di questi due lotti sono stati, inizialmente, gli architetti Schiralli e Capriulo.

I lavori sono stati eseguiti sotto il controllo costante della Soprintendenza che si è espressa, nel corso dei lavori, con prescrizioni significative.
L’immobile è infatti gravato sia da vincolo architettonico che archeologico. Tra le altre variazioni, la necessità di portare all’interno della struttura sia la scala antincendio che l’ascensore, inizialmente previsti esternamente, ha comportato non poche difficoltà costruttive. La ASL e le imprese, hanno dovuto fare i conti con questi vincoli che, se da un lato hanno rappresentato un aggravio operativo, dall’altro, hanno consentito un recupero con un carattere spiccatamente conservativo dell’immobile.
A titolo di esempio, la bellezza del chiostro, prima che iniziassero i lavori, era deturpata dalla presenza di due ascensori ed una parte del porticato era stata addirittura murata per realizzare due stanze. Tutte le facciate del chiostro erano intonacate e c’erano rivestimenti marmorei inappropriati e non originali.

Nel 2014, i lavori, che procedevano ormai a rilento, hanno subito un arresto brusco, a causa di un contenzioso che ha inasprito il clima e spinto la ASL alla rescissione del contratto per inadempienza dell’impresa. Anche i Direttori dei Lavori si sono dimessi.

Il contenzioso si è risolto con un complicato lavoro di transazione che ha portato alla sottoscrizione di un accordo tra le parti il 27.05.2016 e che ha consentito la ripresa dei lavori e l’avvio di un terzo lotto di lavori. Quest’ultimo stralcio prevedeva il completamento dei lavori interni e le opere di ripristino delle facciate e di illuminazione artistica. L’accordo ha scongiurato, tra l’altro, il rischio di perdere il finanziamento FESR, in scadenza al 31.12.2016, con cui erano finanziati i lavori del secondo lotto. I lavori sono stati portati ad ultimazione sotto la supervisione del nuovo Direttore dei Lavori Arch. Emidio Chianura e sono terminati nel giugno 2017. La struttura è funzionalmente operativa dagli inizi di Ottobre 2017.

E VENIAMO AD OGGI…

L’Ospedale Vecchio ospita i seguenti servizi:
• Piano Terra: due centri diurni
• Piano Primo: Direzione del Dipartimento salute mentale, centro salute Mentale, servizio psicologia Clinica
• Piano Secondo: Neuropsichiatria infantile, Disturbi delle condotte alimentari al 1 Piano.

Da segnalare due ambienti di particolare interesse con affacci sulla Acclavio che sono stati oggetto di accurati lavori di restauro e recupero, attese le rilevate tecniche costruttive, con l’evidenziazione dei peducci di chiusura a faccia vista della volta a padiglione ribassato eseguita.
Questi ambienti saranno adibiti a biblioteca e sala riunione / convegni, che sarà aperta e resa disponibile anche per eventi culturali d interesse per la città.
I lavori hanno riguardato tra l’altro, la demolizione di un vano con affaccio sulla via Acclavio costruito verosimilmente durante l’ultima guerra, il rifacimento della pavimentazione, l’intonacatura delle parti ammalorate, le tinteggiature gli impianti oltre alla realizzazione di una palestra per usi terapeutici.
I lavori eseguiti ai piani terra e primo hanno riguardato il rifacimento della pavimentazione, alcuni interventi di cuci e scuci in zone particolarmente degradate ed ammalorate, le tinteggiature previa la ripresa delle intonacature. Sono stati rifatti gli impianti idrici, fognanti, elettrici, dati, di climatizzazione caldo/freddo, antincendio oltre alla realizzazione di n.2 cucine per comunità ed i servizi igienico sanitari dedicati alla destinazione d’uso.

Al chiostro annesso al convento, si accede dal vestibolo prospicente la Piazza SS. Annunziata. E’ ricompreso da pilastri di tufo tra loro collegati da volta a botte a sesto pieno, con cornici di imposta, che delimitano il percorso del porticato, questo definito in copertura da volte a crociera che sottendono il corridoio scoperto posto al piano primo con affaccio sul vuoto del chiostro. Il perimetro interno è segnato da lesene contrapposte ai citati pilastri .
Si segnala la particolare cura nel restauro di questi ultimi elementi che in uno con le facciate prospicenti le quattro vie, sono state interessate essenzialmente dalla stonacatura di tutti paramenti esistenti, la pulizia accurata di tutte le precedenti attività edilizie, il recupero con puntuali lavori di cuci e scuci su tutte le superfici particolarmente ammalorate. Il tutto è strato definito dalla stesura di componenti aggrappanti con la definitiva tinteggiatura.
Si segnala altresì che durante il restauro sono state ritrovate e restaurate alcune buche pontaie utilizzate durante i lavori di prima costruzione per attacco dei “murali di legno” utilizzati per il montaggio delle impalcature.

Al piano terra sono state posizionate n. 11 sedute di massello di pietra progettate e fatte eseguire da aziende del territorio. Le misure ergonomiche delle panchine mettono in evidenza lo “slancio” degli archi che delimitano fino al primo piano con l’affaccio sul vuoto del chiostro.
Anche sul corridoio scoperto del primo piano sono state posizionate altre sedute con il risultato di evidenziare anche qui visivamente l’aspetto imponente dell’intera struttura.
Particolare cura è stata rivolta alla conservazione del verde esistente ed al completamento con altre essenze.
L’importo complessivo dei lavori, da quadro economico, è risultato pari a circa 4.5 milioni di euro, mentre gli arredi nuovi, per un importo di circa 190.000 euro (oltre iva) hanno integrato quelli già in possesso della ASL, trasferiti da altri immobili e riutilizzati.
Il nostro collega, ing. Paolo Moschettini, direttore dell’area tecnica della ASL Taranto, esprime soddisfazione per il significativo risultato ottenuto a seguito degli sforzi profusi negli ultimi anni: “L’iter è stato difficoltoso ma ha portato ad un duplice risultato. E’ stato recuperato alla città e reso fruibile al pubblico, un immobile di valore storico rilevante e si sono poste le basi per notevoli risparmi futuri per la ASL, che ha riallocato servizi ed uffici precedentemente ospitati in strutture in affitto”.

 

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