Salute
Un carico di pet coke a Taranto. Houston abbiamo un problema
La prima denuncia è di Luciano Manna di PeaceLink ed è dello scorso 8 agosto. “Sta entrando nel Golfo di Taranto la GH RICH WALL, proveniente da Houston, Texas, Stati Uniti d’America. Alle 21 di stasera arriverà nel nostro porto con un carico di 53mila tonnellate di Pet Coke, sosterà per 5 giorni per le attività di scarico”, scrive l’ambientalista. Cosa è il pet coke? “Questo scarto derivante dalle attività di raffineria – spiega Manna – fino a qualche anno fa era reputato semplicemente rifiuto da smaltire, poi il governo Berlusconi autorizzò per legge che il pet coke, con una determinata caratteristica chimica, diventasse combustibile. Pensate che per il solo transito per il nostro porto e per la nostra città con i mezzi su gomma l’Autorità Portuale invia una pec ad Asl, Arpa, Capitaneria e Regione mentre l’agenzia, la Carmed, che fa arrivare il Pet Coke nel porto di Taranto deve adottare tutte le misure necessarie per evitare inquinamento di aria e mare durante lo scarico al molo polisettoriale”.
Dove è diretto quest’ultimo carico di pet coke arrivato a Taranto? Il quesito è attualmente senza risposta. “Lo abbiamo chiesto più volte – continua l’esponente di Peacelink – nessuno ha ritenuto giusto informarci, ma sappiamo che Ilva non può né usarlo né detenerlo, Cementir ha l’area a caldo spenta. Certo una cosa è sicura, per far arrivare 53mila tonnellate dagli Usa (un quantitativo per i traffici marittimi molto contenuto) questo pet deve fruttare molto e questo può avvenire solo se utilizzato come combustibile, trovo impensabile che un petroliere americano spenda soldi per smaltirlo in Italia e non nel suo paese. Andrà in qualche cementificio lucano, forse”. In attesa di conferme Peacelink ha chiesto ufficialmente “alle autorità competenti di monitorare le operazioni al fine di mettere in atto tutte le misure preventive per evitare inquinamento in aria e nel mare”.
Una prima ipotesi sulla destinazione del pet coke arriva dal Consigliere regionale tarantino Gianni Liviano che sulla sua pagina Facebook parla di una risposta ricevuta in maniera informale. “Il carico di pet coke – scrive – è destinato all’Italcave dove viene stoccato per essere rivenduto a varie cementerie della Puglia e Basilicata. Questo particolare carico è destinato tutto alla Italcementi di Matera. Lo stesso Liviano è l’estensore di un’interrogazione rivolta al presidente del Consiglio regionale Mario Loizzo e per conoscenza al presidente della Giunta regionale Michele Emiliano e all’assessore regionale all’Ambiente Filippo Caracciolo.
“Abbiamo appreso dagli organi di stampa – si legge nel documento – dell’arrivo al porto di Taranto di una nave GH RICH WALL, proveniente dal Texas, contenente un carico di 53 mila tonnellate di pet coke, sostanza altamente inquinante e cancerogena. Alla luce di quanto sopra, io sottoscritto, Gianni Liviano D’Arcangelo, nella mia qualità di consigliere regionale, chiedo di poter sapere: se le operazioni di scarico, trasbordo, movimentazione, trasporto, deposito e utilizzo finale, sono state effettuate rispettando tutte le misure di sicurezza necessarie al fine di non fare incorrere rischio all’ambiente e alla salute umana; tenendo conto che una prescrizione Aia impedisce l’uso del pet coke da parte dell’Ilva e che lo stabilimento Cementir ha una parte degli impianti fermi, di verificare la destinazione di tale carico e in particolare di poter comprendere se, una volta scaricato nel Porto, il carico di pet coke venga stoccato in un sito sul territorio o se viene trasportato in altri siti. Di verificare altresì se, in caso di stoccaggio sul territorio, il sito utilizzato ha le autorizzazioni necessarie; di escludere che questo ulteriore scarico di petcoke nel porto di taranto precluda ad una trasformazione del porto di Taranto, città già alle prese con gravissime problematiche ambientali e sanitarie, in hub per lo scarico di pet coke”.