Precariopoli
Cgil: “Ilva, partita ancora aperta. Più garanzie per l’appalto”
“La partita Ilva non è chiusa. Non lo è perché opportuno mantenere alta la guardia sugli accordi sottoscritti, ma non lo è, soprattutto, perché c’è un capitolo, quello legato ai lavoratori degli appalti, che secondo noi merita ulteriori garanzie e ulteriore approfondimento”. Lo afferma Giovanni D’Arcangelo, della segreteria provinciale e responsabile del coordinamento politiche industriali della Cgil di Taranto.
“L’addendum presentato dall’affittuario del siderurgico tarantino e diventato parte integrante dell’accordo – spiega – al punto 8.3 riprende la questione relativa ai fornitori dell’indotto e allo sviluppo di sinergie relative a iniziative di economia circolare, ma al tempo stesso ha bisogno di contenuti più dettagliati che mettano proprio i lavoratori e le garanzie che a suo tempo chiedemmo sotto forma di clausola sociale, al centro di questa azione”.
Il responsabile delle politiche industriali della Cgil pone poi l’accento su due passaggi chiave. “Mesi fa, a latere dei lavori del Cis, lavorammo come Cgil, Cisl e Uil e in stretta collaborazione con Confindustria e i comparti dell’edilizia e della metalmeccanica, su questi aspetti realizzammo un protocollo e una sorta di vademecum tecnico su come dare forma e sostanza alla clausola sociale. Quei documenti affinavano la strategia messa in atto dal Governo con l’art. 9 del Contratto Istituzionale di Sviluppo, dopodiché elezioni e cambio di governo hanno gelato un percorso che va al più presto riportato in auge”.
“Oggi in quel panorama si inserisce anche la richiesta di incontro al Mise formalizzata da Cgil, Cisl e Uil a livello nazionale al Ministro Di Maio, proprio per parlare delle problematiche legate all’indotto – continua D’Arcangelo – ed è per questo che proprio dal livello territoriale si dovrà correre incontro a queste opportunità di ulteriore verifica, con in mano il lavoro già fatto qui dove la morsa della crisi rischia di mietere più vittime. Si guardi subito e con attenzione al mondo degli appalti perché il rischio di un depauperamento di quella forza lavoro per noi è ancora tragicamente presente”.