Ilva, ecco cosa prevede il contratto Lega-M5S

Ilva, ecco cosa prevede il contratto Lega-M5S

In piena trattativa per la formazione del governo “giallo-verde”, l’Huffington Post ha pubblicato la bozza integrale del contratto su cui da giorni sono al lavoro le delegazioni di Lega e Movimento 5 Stelle. Un documento articolato che affronta, come già detto nei giorni scorsi, anche la complessa e delicata vicenda Ilva. Il maggiore Gruppo siderurgico italiano, attualmente in amministrazione straordinaria, è gestito da commissari nominati dal governo. Si tratta di una forma di procedura concorsuale che sta accompgnando la cessione degli impianti alla cordata Aminvestco, guidata dal colosso mondiale dell’acciaio Arcelor Mittal.





I pentastellati di Taranto hanno sempre spinto e chiesto la chiusura degli impianti (anzi delle fonti inquinanti) con il contestuale avvio di un accordo di programma per la riconversione economica del territorio e la piena rioccupazione delle maestranze dell’area industriale. Ma cosa prevede concretamente il “Contratto per il Governo del Cambiamento”?





La questione Ilva, piuttosto complessa e sfaccettata è citata a pagina 9 del documento. E’ un paragrafo del più ampio capitolo Ambiente che si apre con un monito ecologista: chi non rispetta l’ambiente, non rispetta se stesso. L’argomento è centrale nelle politiche dei due partiti che vogliono “portare la questione ecologica al centro della politica”. Come si traducono le enunciazioni di principio in atti, provvedimenti, scelte economiche e politiche, a partire dall’Ilva che è la vertenza simbolo in tema di rapporto tra esigenze economiche, tutela della salute  e dell’ambiente?

La soluzione è contenuta in meno di sette righe. Eccola. “Con riferimento all’Ilva, ci impegniamo, dopo più di trent’anni, a concretizzare i criteri di salvaguardia ambientale secondo i migliori standard mondiali a tutela della salute dei cittadini del comprensorio di Taranto, salvaguardando i livelli occupazionali e promuovendo lo sviluppo industriale del Sud, attraverso un programma di riconversione economica basato sulla chiusura delle fonti inquinanti, per le quali è necessario provvedere a bonificare, e sviluppo della green economy, energie rinnovabili, economia circolare”. In aggiunta il contratto di governo recita che “anche al fine di prevenire misure sanzionatorie da parte dell’Unione europea, prevediamo misure volte all’adeguamento degli standard di contrasto all’inquinamento atmosferico secondo le norme vigenti”.

Il contratto non entra nel merito delle soluzioni, ma contiene un’inversione delle priorità rispetto alla vicenda Ilva. In cima non ci sono le esigenze produttive, ma la salvaguardia ambientale e della salute dei tarantini. In futuro, se il governo giallo-verde vedrà la luce, occorrerà capire come concretamente, si realizzerà la riconversione economica e cosa il nuovo esecutivo intende fare rispetto alla trattativa in corso al Mise tra sindacati e Arcelor Mittal. Si aprirà un nuovo negoziato? Inizierà la progressiva “chiusura delle fonti inquinanti”? Molte domande. Ora, si attendono risposte.

 

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