Copertina, Precariopoli
Ilva, gli operai scendono in strada
Mentre è partito il conto alla rovescia per il 10 febbraio, termine ultimo per la presentazione delle manifestazioni di interesse per l’acquisto di Ilva, in fabbrica sale la tensione. Dopo gli operai di Genova, anche le tute verdi di Taranto incroceranno le braccia e lo faranno, simbolicamente, proprio il 10 febbraio. L’astensione dal lavoro di quattro ore è stata indetta da Fim, Fiom e Uilm, riguarderà sia i dipendenti Ilva che quelli dell’appalto. Sono previste quattro ore di sciopero per i lavoratori del primo turno (9-13), quattro ore per quelli del secondo (19-23).
Sciopero di 4 ore – Durante lo sciopero si svolgerà un presidio sotto il palazzo della Prefettura di Taranto cui i sindacati chiedono di far da tramite con il Governo perché trasmetta la necessità, a bando scaduto, che hanno i lavoratori di conoscere con certezza i percorsi della vendita Ilva. Il 9 febbraio, invece, la protesta si sposterà a Bari, in particolare sotto la Regione Puglia, in concomitanza con l’incontro con l’assessore al Lavoro Loredana Capone “per dare forza alle richieste in materia di ammortizzatori sociali ed integrazione al reddito per il personale in solidarietà”.
Diversamente da Genova, a Taranto Fiom, Fiom, Uilm mantengono una posizione unitaria soprattutto in ordine alla richiesta di integrazione salariale per i 3519 contratti di solidarietà previsti in Ilva come tetto massimo per il 2016. Integrazione che l’azienda non intende più concedere e su cui i sindacati dei metalmeccanici potrebbero chiedere il coinvolgimento proprio della Regione. Unitaria anche la posizione in ordine alle forti incertezze per i dipendenti delle ditte dell’appalto. “Riteniamo – affermano Fim, Fiom, Uilm – che sia il momento di essere uniti con la consapevolezza di condividere obiettivi comuni di ambientalizzazione del sito produttivo di Taranto, delle bonifiche del suo territorio e di tutela di tutti i posti di lavoro diretti e dell’indotto industriale tarantino”.
La posizione di Usb – Anche Usb si mobilita, ma non ha ancora deciso se aderire allo sciopero del 10 febbraio. “Pur con tutte le difficoltà e le diversità di vedute – scrive in una nota Franco Rizzo – si è deciso di avviare a partire dal 4 febbraio 2016 le assemblee unitarie così come richiesto dai lavoratori , nelle quali verrà illustrato sia l’ultimo decreto, che nei fatti non garantisce né la salute e tanto meno l’ occupazione, sia la situazione della trattativa sul rinnovo dei contratti di solidarietà . Il 9 febbraio al tavolo col governatore della Puglia siederà anche USB per discutere degli ammortizzatori sociali in scadenza per i lavoratori appalto Ilva (a partire dal mese di aprile centinaia di lavoratori rischiano di non avere nessuna copertura economica). Il 10 di febbraio inoltre ci sarà sciopero Ilva e appalto Ilva indetto da Fim Fiom Uilm con un Sit in davanti alla prefettura di Taranto. La partecipazione allo sciopero del 10 di febbraio di Usb sarà legata al consiglio di fabbrica unitario previsto per venerdì 5 febbraio e alle indicazioni che riceveremo dai lavoratori nelle assemblee. Usb valuta positivamente il tentativo di affrontare unitariamente alcune delle spinose questioni della vicenda Ilva coinvolgendo, tramite le assemblee, tutti i lavoratori che devono essere i protagonisti delle decisioni che riguardano il loro futuro”.
Landini a Bari – Questa mattina, intanto, Maurizio Landini segretario generale della Fiom Cgil ha partecipato all’attivo regionale dei metalmeccanici di Puglia svoltosi a Bari. Due i temi all’ordine del giorno dell’assemblea dei delegati della Fiom: le proposte per un nuovo contratto nazionale di lavoro della categoria, che punti a riconquistare diritti e tutele per tutti; la campagna di consultazione degli iscritti della Cgil a sostegno delle proposte contenute nella Carta dei diritti universali, che sfocerà in una proposta legge di iniziativa popolare per un nuovo Statuto dei lavoratori. Ovviamente si è parlato anche di Ilva, per la quale Landini ha espresso forte preoccupazione. Ai lavori ha preso parte il segretario generale della Cgil Puglia, Gianni Forte. La relazione introduttiva è stata affodata al segretario regionale Fiom, Giuseppe Cillis.