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Da Palazzo Chigi il decreto per la valorizzazione dell’Arsenale di Taranto

Pubblicato | da Redazione

 

“Decisamente un buon segnale”. Così il Ministro per la Coesione territoriale e il Mezzogiorno, Claudio De Vincenti ha definito il bilancio del Contratto istituzionale di Sviluppo per Taranto a un anno e mezzo dalla sua formalizzazione. Bilancio che recita: 465 mln di lavori in corso su una dotazione di 882 mln, ovvero più del 50% delle risorse impegnate. Questo è stato uno dei temi toccati nella riunione del Tavolo che si è svolta  nella Sala Verde di Palazzo Chigi, con la partecipazione di tutti gli attori interessati: istituzioni (Ministeri, Prefetto, Regione, Comune di Taranto e gli altri Comuni del territorio, Marina Militare, Autorità portuale, Commissario alla bonifica, Invitalia, Agenzia del demanio, Camera di Commercio, Università e Politecnico) e parti sociali (Confindustria, Sindacati).

Corposo l’ordine del giorno della riunione, numerose le decisioni assunte: dall’approvazione del piano di ammodernamento tecnologico delle apparecchiature e dei dispositivi medico-diagnostici delle strutture sanitarie dell’area di Taranto che vale 70 mln, alla firma da parte del Ministro De Vincenti del Dpcm per la valorizzazione culturale e turistica dell’Arsenale; dall’appuntamento a Taranto per giovedì prossimo 28 luglio per la sottoscrizione in Prefettura del Protocollo di Legalità alla costituzione di un gruppo di lavoro per la redazione della prima stesura (da elaborare in tre mesi) del piano di interventi per la riqualificazione della Città Vecchia, dando così gambe al Concorso di idee che si è concluso con la selezione dei progetti più validi. Ratificato, inoltre, l’accordo Regione Puglia-Comune di Taranto sulla proposta integrata di intervento nel rione Tamburi (il cosiddetto Piano Tamburi) del quale fa parte il progetto della Foresta urbana. Già calendarizzata per metà settembre la prossima riunione del Tavolo.

All’incontro hanno partecipato l’Assessore ai Lavori pubblici della Regione Puglia Anna Maria Curcuruto, il nuovo Sindaco di Taranto Rinaldo Melucci, il Sindaco di Statte Francesco Andrioli, il Sindaco di Crispiano Vito Egidio Ippolito, il Sindaco di Massafra Fabrizio Quarto, Piero Bitetti in rappresentanza della Provincia, il Prefetto di Taranto Donato Giovanni Cafagna, l’Ammiraglio Eduardo Serra. E poi il coordinatore della struttura di missione Giampiero Marchesi, il Commissario straordinario del porto di Taranto Sergio Prete, il Commissario straordinario per gli interventi di bonifica e ambientalizzazione Vera Corbelli, il Rettore dell’Università di Bari Antonio Felice Uricchio, il Rettore del Politecnico di Bari Eugenio Di Sciascio, dirigenti dei Ministeri della Difesa, dello Sviluppo Economico, delle Infrastrutture, dei Beni culturali, dell’Ambiente, della Salute nonché dirigenti della Struttura di missione, del Dipartimento per le Politiche di Coesione, dell’Agenzia per la Coesione Territoriale, dell’Agenzia del Demanio, il Presidente di Confindustria Taranto Vincenzo Cesareo, esponenti della Camera di Commercio, i Segretari di Cgil, Cisl e Uil di Taranto.

Secondo il sindaco di Taranto Rinaldo Melucci quello odierno potrebbe essere “un punto di svolta”. “Penso, ad esempio – dice il primo cittadino – allo sviluppo di un polo oncologico e al progetto per la prossima riqualificazione della Stazione Torpediniere, che definirei identitario. Vorremmo che con l’accordo di programma cominciasse una interlocuzione duratura con tutte le grandi presenze come la Marina Militare. Inoltre, su questo tavolo molte questioni che impattano sul territorio e i cittadini in maniera più sostanziale di altre. Abbiamo per questo voluto dare con la Regione Puglia una concreta accelerata. Abbiamo già confermato anche il nostro impegno a rafforzare la struttura dei servizi sociali, a favore di uno screening dei residenti dei quartieri più degradati e in difficoltà, al fine di orientare meglio le future politiche abitative. Rispetto alla città vecchia vorremmo non si smarrisse il collegamento con le attività produttive. Quei luoghi devono tornare ad essere vissuti e centrali”.