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Lavori in corso, chiude l’aeroporto di Bari. Perchè non dirottare i voli anche su Taranto?

Pubblicato | da Michele Tursi

Il principale scalo aereo della Puglia, uno dei più importanti del Mezzogiorno, sarà chiuso al traffico nei prossimi giorni per consentire lo svolgimento di alcuni lavori di potenziamento infrastrutturale. A darne notizia è la società di gestione Aeroporti di Puglia. Lo scalo sarà interessato da alcuni interventi il più importante dei quali è il prolungamento della pista RWY 07/25.

Nel dettaglio si tratta dell’acquisizione di nuove aree di sicurezza in corrispondenza della testata della pista che consentiranno di portare la lunghezza disponibile in atterraggio (Lda) a 3.000 metri. Verrà inoltre prolungato il sentiero di avvicinamento luminoso “Cat. 1” per pista 07 (lato Bitonto – testata strumentale di precisione) che passerà dagli attuali 720 metri a 900 metri, e sarà realizzato il nuovo asse luminoso che consentirà decolli anche con scarsa visibilità. In contemporanea al rifacimento dell’asse pista sarà riqualificata l’intera infrastruttura di volo, il sottofondo e la pavimentazione con il rifacimento dello strato di usura in conglomerato bituminoso. I nuovi impianti AVL (Aiuti Visivi Luminosi) saranno realizzati con tecnologia LED, così come previsto nell’ambito del programma di efficientamento energetico dell’aeroporto di Bari e garantiranno più alti livelli di efficienza e gestione operativa.

Secondo quanto comunicato da Adp l’aeroporto di Bari resterà chiuso al traffico dalle 23.00 del 28 febbraio 2018 sino a tutto l’8 marzo 2018. La riapertura è prevista per le ore 6.00 del 9 marzo 2018. Le compagnie aeree stanno predisponendo le conseguenti variazioni ai propri operativi aumentando la capacità degli aeromobili sull’aeroporto del Salento di Brindisi.

“A conclusione dei lavori – continua Adp – che sono stati concentrati in un arco temporale estremamente breve, la pista di volo del Karol Wojtyla di Bari si presenterà nella sua configurazione massima di 3.000 metri in entrambe le direzioni e con più elevati standard di sicurezza e di efficienza operativa, sia in decollo che in atterraggio. L’aeroporto di Bari, già annoverato tra i più moderni ed efficienti aeroporti italiani, compie così un ulteriore passo in avanti sul piano dell’ammodernamento delle infrastrutture di volo nel rispetto delle norme internazionali del settore e delle norme ambientali, con particolare riguardo al contenimento dei costi energetici”.

Una considerazione: perchè non pensare di utilizzare anche l’aeroporto di Taranto-Grottaglie per supplire alla chiusura di Bari? Lo scalo ionico è perfettamente operativo e già in passato ha brillantemente svolto una funzione sostitutiva. Era il 1999 e sull’altra sponda dell’Adriatico le forze Nato combattevano contro i ribelli del Kosovo. L’aeroporto Arlotta  fu “precettato” dal Governo D’Alema e scelto come scalo per assicurare i collegamenti civili tra Nord e Sud. A determinare la decisione fu la chiusura dello spazio areo su Bari e Brindisi, troppo vicine al teatro delle operazioni belliche. L’emergenza durò circa due mesi durante i quali gli spettrali e desolati check in dello scalo ionico, furono animati da personale di terra e passeggeri carichi di bagagli. Un momento di gloria mai più rivissuto.

Nei giorni scorsi la giunta regionale pugliese ha approvato un’atto di indirizzo per valutare la possibilità di ripresa dei voli passeggeri, cargo e charter da Taranto ed a breve si insedierà il tavolo tecnico che esaminerà la questione. Tra le ipotesi c’è anche quella di un bando della Regione Puglia per avviare collegamenti dall’aeroporto di Taranto.