Sul Pezzo
Porto di Taranto, la scommessa del nuovo Centro servizi
Al di là delle cerimonie, dei nastri tagliati e dei convegni di supporto, oggi il porto di Taranto vive una giornata importante. La consegna dei lavori del nuovo Centro Servizi Polivalenti sul molo San Cataldo rappresenta un segnale in direzione del rilancio delle attività portuali insabbiate almeno da tre fattori.
Il primo è costituito dalle lungaggini burocratiche che hanno rallentato il potenziamento infrastrutturale (dragaggi in primis); il secondo è rappresentato dalla fuga di Taranto Container Terminal (soprattutto dei due maggiori azionisti Hutchinson e Evergreen) che ha azzerato la movimentazione di contenitori; il terzo va ricercato nel naufragio della retroportualità a partire dal caso Distripark sul quale, forse, è arrivato il momento di accendere i riflettori.
L’avvio dei lavori del “Falanto Port Service Center”, come è stato ribattezzato in ossequio alle origini spartane di Taranto, e soprattutto la realizzazione dell’opera nei termini previsti (13 mesi) sono una scommessa per un porto che, al pari della città che lo ospita, vuole uscire dalla monocultura dell’industria pesante e aprirsi a nuove attività economiche. E’ importante, quindi, sincronizzare gli orologi e fare in modo che per l’arrivo a Taranto della prima nave da crociera, a giugno del 2017, il nuovo Centro servizi sia già ultimato e funzionante.
L’apertura di un nuovo cantiere fa sempre bene sperare e ciò vale ancora di più quando le imprese che realizzeranno la bella struttura (Christian Color srl, Taranto Cardinale srl, Antonacci Termoidraulica srl), sono tutte tarantine. Serve una prova di efficienza e di orgoglio del nostro sistema imprenditoriale perchè questa è una delle ultime opportunità a disposizione. E’ dovere di tutti non vanificarla.
Ad oscurare lustrini e nastri tricolori che oggi sventolavano sul porto di Taranto c’è la vertenza Tct con i suoi 530 dipendenti che dal prossimo 12 settembre saranno ufficialmente disoccupati (ne parleremo diffusamente in un altro articolo, ndr). L’attenzione è rivolta al prossimo incontro del 22 giugno alla Presidenza del Consiglio. Il viceministro Bellanova ha confermato l’interessamento di importanti gruppi internazionali finora, però, i lavoratori hanno ascoltato soltanto parole. E con le promesse non si campa.
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