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Si stacca una bramma di acciaio, paura all’Ilva. Nuovo caso: il dg Pucci condannato per il rogo della Thyssenkrupp

Pubblicato | da Michele Tursi

Un altro incidente all’interno dello stabilimento Ilva di Taranto. Ieri mattina un carroponte che trasportava una bramma di acciaio è entrato in collisione con un locomotore facendo staccare la stessa bramma. L’episodio, per fortuna non ha provocato feriti, ma solo danni ai mezzi. A bordo del locomotore, infatti, non c’era personale perchè si tratta di un mezzo che viene manovrato in remote control. Restano da chiarire le cause della collisione.

Quello della sicurezza è una tema su cui dovrà impegnarsi il nuovo direttore generale del Gruppo Ilva, Marco Pucci nominato proprio ieri. Un uomo di esperienza nel campo siderurgico che, però, nella sua carriera professionale si è già imbattuto in una tragica vicenda: quella del rogo dello stabilimento Thyssenkrupp in cui persero la vita sette operai. Marco Pucci, infatti, è uno degli imputati nel processo conclusosi con la condanna a sei anni e dieci mesi a suo carico. Sul suo profilo fb Massimo Battista, operaio Ilva, ex sindacalista ed esponente del Comitato cittadini e lavoratori Liberi e Pensanti  commenta la nomina parlando di “ennesimo regalo del Governo Renzi ai lavoratori Ilva: l’ingegnere Marco Pucci ex consigliere delegato marketing e vendita nello stabilimento ThyssenKrupp, condannato per omicidio plurimo per colpa cosciente, in primo grado a 13 anni, in appello 7 anni per il rogo avvenuto il 6 Dicembre 2007 nello stabilimento ThyssenKrupp nel torinese nel quale morirono 7 operai”.

Intanto, il sindaco di Taranto Ippazio Stefàno, in una nota commenta la riunione del consiglio di fabbrica Ilva svoltasi ieri mattina nell’aula  consiliare a Palazzo di città. “Si tratta- scrive il sindaco- di un’azione sindacale forte che delinea lo stato di tensione tra i lavoratori e ben si inserisce nel quadro più complessivo delle iniziative, avviate da questo Comune, che hanno trovato la condivisione dei sindaci delle città sedi di insediamenti siderurgici. Pertanto, ora con forza e all’unisono rivendichiamo lo svolgimento del richiesto incontro urgente con il Governo per ottenere la costituzione di un Tavolo Nazionale sulla Siderurgia e sul Trasporto, quale sede di confronto e approfondimento sugli intendimenti e sulle scelte del Governo in ordine alla politica industriale dell’acciaio”.