Sul Pezzo
Domani Sit-in a Bari: Emiliano, devi riaprire l’aeroporto di Taranto-Grottaglie
Taranto ci riprova. L’aeroporto di Taranto-Grottaglie continua inspiegabilmente ad essere interdetto ai voli commercali (Charter, passeggeri e cargo) in virtù di una non meglio precisata vocazione industriale tanto annunciata, quanto ancora inespressa. Domani mattina le associazioni che da anni si battono per la riapertura dello scalo ionico torneranno a far sentire la loro voce ed hanno scelto una sede di grande importanza simbolica, ma soprattutto politico-amministrativa. Un sit in sotto la presidenza della Regione Puglia, a Bari per rivendicare il diritto alla mobilità non solo dei cittadini della provincia di Taranto ma dell’intero arco ionico che abbraccia aree delle province di Matera e Cosenza e che conta un bacino di utenza di circa 700mila residenti che diventano quasi 2 milioni durante i mesi estivi.
La scelta di rivolgersi direttamente al presidente Michele Emiliano non è casuale. La Regione, infatti, è l’azionista di maggioranza di Aeroporti di Puglia la società che controlla tutti gli aeroporti regionali ma che, di fatto, ne fa funzionare solo due: Brindisi e Bari. La manifestazioni è organizzata da un cartello di associazioni fermamente convinte che la riapertura dell’aeroporto Arlotta serva non solo a colmare il gap di mobilità dell’area ionica, ma costituisca un formidabile volano di sviluppo. Le associazioni, infatti, non sono contrarie all’insediamento di iniziative industriale nel sedime aeroportuale, ma chiedono che queste attività non precludano la possibilità di effettuare voli commerciali come avviene in tutti gli aeroporti nazionali ed internazionali.
L’iniziativa di domani è promossa dal Comitato Pro Aeroporto di Taranto-Grottaglie al quale aderiscono le associazioni: Benvenuti a Taranto, Eutaca, Il Pentagono, Paolo Zayd Costruttori di pace, Progentes, Puglia internazionale, Taranto Incontra, Ultimora Taranto, Movimento Aeroporto Magna Grecia. Adesione è giunta anche dal Movimento Ambiente e Lavoro. Di seguito il testo del documento che spiega l’iniziativa alla quale sono stati inviatati a partecipare, enti, istituzioni, consiglieri regionali, rappresentanti politici.
“Le responsabilità gestionali del Gestore regionale Aeroporti di Puglia S.p.A. (al 99,40% di Regione Puglia) bloccano da tempo, nel nostro scalo nazionale civile di Taranto-Grottaglie, il traffico passeggeri di linea. Le varie petizioni e manifestazioni tese al rispetto da parte della Regione, delle istanze del nostro territorio (con cui avevamo chiesto, tra l’altro, anche la nomina di un nuovo Gestore nazionale e le dimissioni dei responsabili del declino dello scalo jonico), e sistematicamente ignorate, hanno costretto il Comitato Pro Aeroporto Di Taranto – Grottaglie ad organizzare una serie di azioni in rapida successione.
Tutti ricordano le promesse, risalenti ad oltre un anno fa, da parte dello stesso Governatore della Puglia, Emiliano, che avrebbe garantito una prossima riattivazione dei Voli Passeggeri (oltre a tutte le altre tipologie di voli presenti normalmente in uno scalo aeroportuale) anche per Taranto, negli incontri avuti a Taranto e presso l’Aeroporto di Bari, alla presenza dei cittadini e persino dei loro rappresentanti istituzionali (evidentemente considerati meno che niente); promesse mancate che stanno mettendo a serio rischio gli stessi indirizzi comunitari per il Diritto alla mobilità.
Pare ormai evidente la volontà del Gestore regionale AdP di tagliare fuori dai servizi pubblici essenziali di collegamenti aerei il nostro territorio, venendo contro gli impegni contrattualmente assunti nel 2003 con l’Enac. Lo Stato ha, infatti, concesso la gestione paritaria degli Scali pugliesi allo stesso Gestore richiedente (dopo attenta valutazione e studi), il quale senza i dovuti controlli, risulta completamente inadempiente nella gestione manageriale in rete dell’aeroporto di Taranto-Grottaglie nel “sistema aeroportuale pugliese”. Un disegno politico che favorisce il comparto passeggeri dei due unici Scali funzionanti in Regione: Bari e Brindisi, entrambi situati sulla stessa costa adriatica, riducendo ai minimi termini colpevolmente il nostro scalo individuato con la dicitura, inesistente nel diritto internazionale, di aeroporto industriale. Contro questa discriminazione economica della Comunità Jonica, abbiamo avviato una serie di azioni, ad intensità crescente, che non si fermeranno finché non avremo la certezza del ripristino dei Voli passeggeri di Linea dal nostro Aeroporto in equa condivisione con i restanti Scali di Bari e Brindisi, ottenendo concretamente un adeguato piano di sviluppo Voli passeggeri di linea dello stesso”.