Sul Pezzo
Riapertura aeroporto, Brindisi schiera la “contraerea”. Taranto risponde
Al mio segnale scatenate l’inferno, diceva Massimo Decimo Meridio ne “Il gladiatore”. Ed è un vero inferno quello aperto dagli esponenti politici brindisini contro l’eventualità che dall’aeroporto Taranto-Grottaglie possano riprendere i voli commerciali. Per ora solo una possibilità, un percorso da costruire, supportato dalla delibera di indirizzo della Regione Puglia. Un cammino ancora lungo e costellato di ostacoli. Ma a Brindisi è sembrato già tanto. La contraerea su Taranto è partita immediatamente.
Il consigliere regionale Pino Romano, (Articolo 1-MdP), da San Pietro Vernotico parla apertamente di spreco “di denaro pubblico per dotare di uomini e mezzi quello scalo”. “In Puglia – continua – Emiliano e Mazzarano pagano cambiali politiche sulla pelle dei pugliesi, spingendo verso l’attivazione di voli passeggeri anche a Grottaglie. La guerra non è fra Taranto e Brindisi, ma fra questi interessi molto particolari e tutta la Puglia, visto che un indebolimento del sistema aeroportuale pugliese danneggerebbe brindisini, leccesi, così come baresi e foggiani. Ed a guardar bene, danneggerebbe anche gli stessi tarantini”.
Non è da meno Gianluca Bozzetti del M5S, anch’egli brindisino, consigliere regionale, secondo il quale l’assessore Mazzarano “anziché preoccuparsi di rendere più attrattiva in chiave turistica la meravigliosa città di Taranto e l’intera provincia ionica chiudendo una buona volta quella fabbrica della morte e mettendo in atto interventi orientati a sviluppare le strutture ricettive del territorio e promuovendone le bellezze culturali ed ambientali, illudono ancora una volta i tarantini andando a spendere risorse pubbliche per sviluppare un aeroporto che, ricordiamo, trovandosi a soli 40 km dall’aeroporto di Brindisi, non può attualmente essere definito competitivo, almeno finché non si deciderà di investire seriamente sulla riconversione del territorio tarantino e brindisino. La realtà è che, così facendo, Emiliano e Mazzarano finiranno per danneggiare ancora una volta due province martoriate da decenni di malapolitica, alimentando inutili battaglie tra territori. Per il momento e in attesa della riconversione economica tanto auspicata per entrambi i territori, basterebbe molto probabilmente, credere maggiormente nello sviluppo dell’intermodalità e aumentare i collegamenti tra le stesse città e tra città, aeroporti e stazioni, anche attraverso uno sviluppo più efficiente dei trasporti ferroviari”.
Sul versante tarantino gli fa eco Gianni Liviano. “L’assessore Mazzarano, è con lui la giunta, non ha fatto altro che prendere atto di una richiesta venuta dal territorio, come sicuramente sarà avvenuto in altri ambiti anche per le altre realtà pugliesi. Del resto, la giunta, così facendo, ha dato seguito anche ad una mozione, che vede in me il primo firmatario (gli altri colleghi che l’hanno firmata sono stati Galante, Morgante, Pentassuglia, Turco, Vizzini, Zinni e lo stesso Mazzarano non ancora assessore) votata e approvata dall’aula del consiglio regionale”.
“La Puglia – fa presente Liviano – dispone di quattro aeroporti civili localizzati nei Comuni di Foggia, Bari, Brindisi e Grottaglie; l’aeroporto di Grottaglie, sebbene completamente fruibile e funzionante per i voli passeggeri, “è allo stato attuale – sottolinea il consigliere tarantino – destinato ad uso esclusivamente cargo a supporto dello sviluppo industriale del territorio; la pista dell’aeroporto di Grottaglie di 3.200 metri è tra le più lunghe d’Italia; il sistema aeroportuale pugliese ha movimentato nel 2013 quasi 5.400.000 passeggeri offrendo mediamente 385 collegamenti di linea a settimana a partire dagli aeroporti di Bari e Brindisi di cui 85 internazionali e 300 nazionali oltre a numerosi collegamenti charter stagionali; una parte consistente di questi passeggeri proviene dalla provincia di Taranto e da zone limitrofe. Detto questo – prosegue Liviano – l’aeroporto di Grottaglie non può essere solo un aeroporto industriale ma deve essere abilitato a svolgere tutte le funzioni per cui è stato creato. Per cui – conclude Liviano – continuerò a sostenere le battaglie dei comitato pro aeroporto e gli sforzi del governo regionale compiuti nella direzione dell’apertura ai voli civili. Situazione, questa, che rafforzerebbe ancora di più la legge speciale per Taranto e l’istituzione nell’area ionica della zona economica speciale”.
Anche Mino Borraccino (Sinistra italiana) interviene in difesa della delibera di indirizzo. “L’attivazione dei voli civili passeggeri di linea presso l’aeroporto di Grottaglie – afferma – non inficerebbe sul traffico passeggeri degli aeroporti di Bari e di Brindisi. I quattro aeroporti pugliesi, quello di Bari, Brindisi, Grottaglie e Foggia, hanno un grosso vantaggio che occorre sfruttare, quello di essere un unicum dal punto di vista della gestione; quella di Aeroporti di Puglia infatti è l’unico caso in Italia di gestione contestuale di tutti gli scali aeroportuali di un’intera regione. In tal modo si può più facilmente intraprendere un’attività sinergica che può favorire i quattro scali pugliesi . Pertanto la delibera di indirizzo fatta dalla Giunta regionale qualche giorno fa, per l’attivazione dei voli passeggeri dall’aeroporto di Grottaglie, è un atto positivo per l’intera regione, non solo per la provincia ionica. Attivare i voli passeggeri civili dall’aeroporto tarantino garantirebbe il traffico del suo naturale bacino d’utenza dell’arco ionico, che va dalla provincia di Taranto alla Calabria attraverso la Basilicata, ma, grazie alla pista di cui è dotata, potrebbe avere anche un’altra valenza: quella intercontinentale. Bari e Brindisi, aeroporti fortemente radicati sul territorio, continuerebbero ad essere punti di riferimento importanti, con i loro numeri, per il mantenimento del pareggio di bilancio. Non bisogna affrontare la questione con spirito di campanile ma bisogna guardare alle opportunità della nostra regione, che, al primo posto in Italia per crescita turistica, deve per poter favorire l’arrivo dei flussi turisti, sempre in crescita. Convogliare voli passeggeri a Grottaglie potrà significare sfruttare i servizi anche del nord Salento, più facilmente servito dall’aeroporto di Grottaglie, rispetto a quello di Brindisi. Anche su questo tema la politica dovrebbe pensare al bene della Puglia”.
Si dice sorpreso e amareggiato il presidente della Camera di commercio di Taranto, Luigi Sportelli (Camera di commercio destinata ad accorparsi con Brindisi, ndr) strenuo difensore della riapertura dell’aeroporto di Taranto-Grottaglie. “Al di là degli aspetti di natura politico – partitica che non interessano a questa Istituzione – spiega Sportelli – credo sia il caso di restare su toni di confronto più rispettosi delle esigenze dei diversi territori. Sento parlare di spreco di risorse pubbliche per il funzionamento dell’Unità di missione che non prevede oneri e penso a quante risorse, invece, siano state utilizzate per un Aeroporto che, ad oggi, per usare un eufemismo, è ancora ampiamente sottoutilizzato. La Regione vuole finalmente verificare se da Taranto si può volare, senza ledere gli interessi di altri e senza l’intento di depotenziare altri scali, considerato che test bed e voli suborbitali sono ancora in un campo sperimentale. Si può continuare a ignorare scientificamente questi fabbisogni espressi dai cittadini? Non credo come non credo sia esempio di responsabilità da parte dei nostri amici brindisini intervenire, invece che costruttivamente, con tale metodico livore su ogni questione relativa alle ipotesi di sviluppo del territorio tarantino. Noi, e le altre Istituzioni cittadine, non lo facciamo. Ci aspettiamo analogo rispettoso atteggiamento”.
Interviene anche Confindustria Taranto. “L’aeroporto di Taranto Grottaglie – si legge in una nota stampa – la cui vocazione è prevalentemente ma non esclusivamente industriale, si presenta a tutt’oggi -malgrado la buona posizione logistica ed una delle piste più lunghe d’Italia- come sottoutilizzato anche sul piano industriale, quindi sostanzialmente inespresso nelle sue molteplici possibilità. Dal nostro punto di vista, vorremmo che tali potenzialità fossero invece esplicitate al meglio: la vocazione industriale, peraltro, andrebbe a incontrare mirabilmente quelle esigenze di infrastrutturazione discusse proprio ieri nella prima riunione del Gruppo di Lavoro per la Zes, ovvero la necessità di spingere l’acceleratore su quella intermodalità Porto-Aeroporto da sempre invocata. Le polemiche che si registrano da parte dei parlamentari leccesi e brindisini, pertanto, non possono dirsi condivisibili se si estende lo sguardo al generale riuscendo a parlare in termini di sistema Aeroportuale e non di singoli hub al servizio dei territori di riferimento: un Sistema Puglia che andrebbe ad incrementare il suo peso nello scacchiere dei voli nazionale consentendo inoltre anche agli altri aeroporti di arricchire, anziché depauperare, la loro offerta. Un quarto aeroporto andrebbe visto pertanto, sia pure in prospettiva, in termini di hub inserito in un network di rotte diversificate e quindi maggiormente appetibili da parte di un’utenza posta di fronte a diverse opzioni, in un mercato finalmente aperto e competitivo. Bene ha fatto quindi l’assessore Mazzarano – ingiustamente attaccato – a portare avanti un’istanza che non soltanto non toglie nessuna risorsa agli altri scali – godendo infatti di risorse aggiuntive- ma che mira alla crescita di tutto il territorio regionale e non già all’interesse di una singola area”.
Un dibattito pubblico sul futuro dell’aeroporto si terrà lunedì prossimo, 30 ottobre, alle 18,30 nell’aula consiliare del Comune di Grottaglie. Lo ha indetto il sindaco Ciro D’Alò. “A seguito dell’approvazione della delibera di indirizzo sull’aeroporto di Taranto-Grottaglie da parte della Giunta Regionale – scrive – è necessario, quanto prima, aprire un dibattito sul futuro dello scalo e sui molteplici aspetti di sviluppo. Un dibattito aperto, condiviso e propositivo con rappresentanti istituzionali, movimenti e cittadini”. All’incontro parteciperà l’assessore regionale allo Sviluppo economico, Michele Mazzarano.