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Taranto, anziana massacrata in ospedale. E’ caccia all’uomo

Pubblicato | da Redazione

E’ caccia all’uomo che ha aggredito e colpito violentemente alla testa una donna di 73 anni in una saletta del pronto soccorso del SS. Annunziata di Taranto. In un primo momento per l’anziana, sofferente di alzheimer, era stata dichiarata la morte cerebrale e avviato il periodo di osservazione durante il quale, però, è stato rilevato un lievissimo segnale vitale. Tanto è bastato per interrompere la procedura e continuare a tenere la donna sotto stretta osservazione in Rianimazione.

L’aggressione sarebbe avvenuta nella tarda serata di ieri. A dare l’allarme è stato il figlio della vittima che l’aveva accompagnata al pronto soccorso in seguito ad un malore. L’anziana donna sarebbe rimasta sola per qualche minuto quando suo figlio si è allontanato per andare in bagno. Al suo ritorno l’incredibile scoperta. L’ignoto aggressore potrebbe essere stato ripreso dalle telecamere di servizio, ma il filmato sarebbe poco chiaro. Pare che con la donna ci fosse anche una badante. Le indagini, affidate alla polizia, sono coordinate dal sostituto procuratore dottoressa Anastasìa.

Sull’incredibile episodio interviene il presidente provinciale dell’Ordine dei medici, Cosimo Nume secondo il quale il fatto “ripropone in tutta la sua drammaticità ed urgenza la necessità, più volte da noi evidenziata, di una tutela permanente di operatori e utenti nei punti nevralgici dell’Assistenza Sanitaria del nostro territorio. La vicenda evidenzia che non è più soltanto un problema di sicurezza, pur doverosa, di Medici e altri Sanitari; l’intollerabile emergenza si estende anche ai soggetti che in condizione di estrema fragilità ricorrono ai servizi di Urgenza ed Emergenza territoriali ed ospedalieri e alle Guardie Mediche. A fronte di questa inaccettabile situazione l’Ordine dei Medici ritiene di non dover più chiedere, come già troppe volte ha fatto, l’intervento immediato e risolutivo delle Autorità preposte, bensì, questa volta, di esigerlo nel pieno esercizio delle proprie funzioni istituzionali e dei diritti di cittadinanza”.