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Tempa Rossa, pressing sul Comune

Pubblicato | da Michele Tursi

Il progetto Tempa Rossa presenta numerose criticità sotto il profilo della sicurezza e dell’inquinamento. Lo ha detto Daniela Spera presidente del Comitato Legamjonici e portavoce del Movimento Stop Tempa Rossa durante una riunione svoltasi a Palazzo di città. L’ambientalista ha ribadito il fermo no alla costruzione degli impianti per il trasporto via mare del greggio estratto in Basilicata ed ha chiesto al Comune di Taranto di fare altrettanto. I movimenti contrari al progetto hanno precisato che non accettano alcuna forma di compensazione e royalties perchè “tali compromessi rappresentano una implicita accettazione di progetti che portano alla distruzione di un territorio e che mettono a rischio la salute pubblica”.

A proposito di salute, Legamjonici ha spiegato quale sarà il carico ambientale di Tempa Rossa. “Oltre a fenomeni ulteriori di inquinamento provocati dall’aumento del traffico di petroliere – ha detto la Spera – ci sarà un aumento del 12% delle emissioni diffuse e fuggitive; un aumento di emissioni convogliate pari a 26 tonnellate annue di VOC (composti organici volatili), come riportato nello Studio di Impatto ambientale presentato da Eni nel 2011. Nel primo caso il progetto non specifica chiaramente come abbattere tali emissioni ma si limita a far riferimento a miglioramenti tecnologici previsti dall’AIA. della stessa raffineria. Quanto alle emissioni convogliate i progettisti specificano miglioramenti tecnologici, attraverso l’installazione di impianti di recupero vapori descritti come tecnologicamente avanzati che, secondo l’azienda, porterebbero a ridurre a 2 tonnellate annue quelle emissioni, che comunque sarebbero aggiuntive. Tuttavia il progetto di tali impianti è stato sottoposto al parere di Arpa Puglia che in via preliminare ha evidenziato molti aspetti critici e poco chiari sul loro funzionamento, consigliando di sottoporre a VIA (Valutazione di Impatto Ambientale) il progetto”.
Non meno preoccupanti gli aspetti legati alla sicurezza ed in particolare alla Direttiva Seveso. “la maggiore criticità riguarda la resistenza degli impianti ad una potenza del vento pari a 100 km/h – molto inferiore rispetto alla potenza di un evento identificato come ‘tornado’ o ‘tromba d’aria’-. In ogni caso tale problematica pone dei rischi di eventi incidentali che necessariamente non resterebbero confinati all’interno della raffineria. Questa, insieme ad altre criticità è stata sollevata da Legamjonici al Comitato Tecnico Regionale, che, ritenendola pertinente, l’ha inserita come prescrizione nel rapporto preliminare di sicurezza”.
Pertanto Legamjonici e Movimento Stop Tempa Rossa hanno chiesto che: il Comune di Taranto ribadisca la propria contrarietà al progetto Tempa Rossa, nonostante l’annullamento da parte del TAR della Delibera comunale del 5/11/2014; che alla luce dell’ultimo provvedimento del Ministero dello Sviluppo Economico, chieda al Presidente della Regione Puglia e a tutta la Giunta di farsi portavoce delle istanze di associazioni, movimenti e del Comune di Taranto che hanno espresso la propria contrarietà al progetto Tempa Rossa; che il Comune di Taranto inviti la Regione Puglia a presentare ricorso contro il provvedimento del 17/12/2015 con il quale il Ministero dell’Ambiente esclude dalla VIA (Valutazione di Impatto Ambientale) gli impianti di recupero vapore; che il Comune di Taranto si associ all’appello lanciato dal Movimento Stop Tempa Rossa e dal Coordinamento Nazionale No Triv affinchè le decisioni in ordine alla realizzazione delle opere del nostro territorio non siano solo appannaggio dello Stato centrale, ma siano condivise con le collettività territoriali.