Amianto, maxi risarcimento ad ex operaio dell’Arsenale di Taranto

Amianto, maxi risarcimento ad ex operaio dell’Arsenale di Taranto

Importante sentenza relativa a un giudizio promosso, dinanzi al Tribunale del Lavoro di Taranto, dagli avvocati Maria Luigia Tritto e Cataldo Tarricone, consulenti legali Anmil (Associazione nazionale mutilati e invalidi del lavoro), avverso il Ministero della Difesa.


Ne dà notizia Emidio Deandri, presidente dell’Anmil di Taranto. “Dopo anni di udienze questa esemplare sentenza – afferma in una nota stampa – rende giustizia a un lavoratore che ha contratto sul posto di lavoro una terribile patologia, il mesotelioma polmonare. Peccato che lui, ucciso dalla malattia in meno di un anno, oggi non sia qui tra noi per gioirne insieme alla moglie e alle due figlie”.



Così l’Anmil racconta i fatti. “L’uomo era deceduto esattamente nove anni fa – si legge nel comunicato inviato agli organi di informazione – nel maggio del 2011, a causa di un mesotelioma polmonare. Quando la patologia si era manifestata, circa un anno prima, era dipendente civile del Ministero della Difesa – Marina Militare, in servizio presso l’Arsenale Militare Marittimo di Taranto. Poco prima di morire aveva denunciato la malattia professionale, ma le relative provvidenze erano state riconosciute solo dopo il suo decesso, a seguito di un primo giudizio promosso, dinanzi al Tribunale di Taranto, dagli avvocati Tritto e Tarricone, consulenti legali Anmil”.

Emidio Deandri, presidente Anmil Taranto

Tre anni fa la vedova e le due figlie decisero di promuovere un nuovo giudizio avverso il Ministero della Difesa per ottenere il risarcimento, in qualità di eredi, del danno biologico differenziale e morale occorso al loro congiunto. “La sentenza – si legge nella nota dell’Anmil – è stata emessa venerdì scorso, 22 maggio, dal Giudice del Tribunale di Taranto Giovanni De Palma. È risultato che, all’interno dei pontoni in cui operava vi fossero locali per lo stazionamento nei momenti di pausa in cui c’erano caldaie, condutture e tubi, coibentati in amianto, i cui rivestimenti “si usuravano nel tempo” ed erano “riparati alla meglio”. Ora il Ministero della Difesa dovrà risarcire alle eredi la somma di euro 70.943,26 oltre accessori di legge”.

“Rattrista constatare che in questo strano Paese – ha commentato Deandri – più riesci a sopravvivere a una malattia contratta sul posto di lavoro, più alto sarà l’indennizzo di cui godrà chi ti è stato vicino durante la malattia. Ringrazio i nostri consulenti legali che, con straordinaria competenza professionale, da anni sostengono la battaglia dell’Anmil Taranto per la tutela dei diritti di tutti gli invalidi e infortunati sul posto di lavoro, nonché dei lavoratori affetti da malattie professionali”.



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