ArcelorMittal insiste: 4700 esuberi a Taranto

ArcelorMittal insiste: 4700 esuberi a Taranto

Trattativa tutta in salita tra Governo, ArcelorMittal e sindacati. Nell’incontro svoltosi a Roma l’azienda siderurgica ha parlato di 4.700 esuberi alla fine del nuovo piano industriale (2023), che prevede comunque un forno elettrico e una produzione finale di 6 milioni di tonnellate. Secondo il ministro allo sviluppo economico Stefano Patuanelli la produzione a fine piano dovrebbe essere più alta, arrivando almeno ad 8 milioni di tonnellate. Il ministro si è dichiarato “molto deluso” al termine della riunione.


Anche i sindacati sono fortemente critici  e rivendicano l’applicazione dell’accordo del 6 settembre 2018. E’ già in programma lo sciopero dell’ex Ilva con manifestazione nazionale a Roma il prossimo 10 dicembre. Secondo quanto emerso, già nel 2020 l’azienda prevede una riduzione di quasi tremila unità lavorative (2891). La produzione, invece, dovrebbe passare da 4,5 milioni di tonnellate attuali a 6 milioni nel 2021.



Tra venerdì e lunedì il governo dovrebbe presentare un piano industriale alternativo che dovrebbe prevedere l’uso di tecnologie sostenibili: forni elettrici e altri impianti fino ad una produzione di 8 milioni per salvaguardare i livelli occupazionali. L’Ansa riporta una dichiarazione del ministro Patuanelli in cui sostiene che “vogliamo far diventare lo stabilimento Ilva all’avanguardia nella produzione siderurgica europea. Su questo lo Stato, il governo, è disponibile a investire, ad essere presente, a partecipare e accompagnare l’azienda a questo percorso di transizione. Su queste basi siamo disponibili e ci sembrava che ci fosse una disponibilità dell’azienda che oggi non ho trovato nel piano illustrato”.


Annunci

Dove andare a Taranto