ArcelorMittal, paura nello stabilimento di Taranto: esplosioni in Acciaieria 2

ArcelorMittal, paura nello stabilimento di Taranto: esplosioni in Acciaieria 2

Questa mattina, intorno alle 4.30, vi sono state diverse deflagrazioni all’impianto IDF a servizio del convertitore 1 di Acciaieria 2. Si sono aperti diversi squarci alle tubazioni, nei pressi del pulpito stiring, laddove c’è transito di personale per le normali attività di affinazione.


L’incidente è avvenuto all’indomani dell’incontro con il quale ArcelorMittal ha annunciato il fermo dell’Acciaieria 1 e la marcia a ritmi forzati dell’Acciaeria 2. Sull’ episodio interviene il segretario generale aggiunto della Fim Cisl di Taranto e Brindisi Biagio Prisciano. “Da tempo – rileva  – dichiariamo che gli impianti all’interno dello stabilimento necessitano di manutenzioni ordinarie e straordinarie. Così come diciamo che l’azienda deve programmare in maniera capillare, con interventi specifici. I fatti, ancora una volta, ci danno ragione”.



La Fim Cisl ribadisce la propria contrarietà alla decisione aziendale, in quanto “ad oggi – aggiunge il sindacalista – tra l’altro, non siamo in presenza di un piano industriale condiviso con le organizzazioni sindacali ed il governo; il futuro, quindi, rimane nell’accordo sindacale del 6 settembre 2018, che rappresenta l’unica strada certa per coniugare temi
fondamentali come Ambiente, Salute e Occupazione. I problemi non si risolvono con i soli annunci e collocando i lavoratori in Cigo, scaricando sulle loro spalle i cambi di strategia che la multinazionale adotta”.

Duro il commento anche dei coordinatori di fabbrica di Fiom e Uilm, Francesco Brigati e Gennaro Oliva. “L’acciaieria 2 – affermano – a conferma di quanto sostenuto da Fiom e Uilm nei giorni scorsi e verificato nel corso del sopralluogo effettuato ieri, non può sostenere l’aumento produttivo a 3 convertitori e gli ultimi episodi lo testimoniano. Arcelor Mittal deve tornare sui suoi passi e sospendere immediatamente la scelta unilaterale di fermare l’acciaieria 1 in quanto, i continui rinvii e ritardi su manutenzione ordinaria e straordinaria determinano, in caso di aumento produttivo, situazioni di pericolosità sia dal punto di vista della sicurezza che dell’ambiente”.

Sull’episodio interviene anche Massimo Battista, operaio Ilva e consigliere comunale di Taranto. “Dopo l’ annuncio da parte di Mittal di chiudere l’Acc/1, mettendo in cassa integrazione 250 operai, spostando la produzione nell’altra acciaieria – scrive in un post su Facebook – stamattina alle prime luci dell’alba, intorno alle 5 all’interno dello stabilimento ex Ilva, si sono verificate 3 esplosioni al cov/1 dell’acciaieria 2 con il cedimento del cono all’impianto trattamento gas, “IDF”. Solo la fortuna ancora una volta ha evitato una strage, parliamo d’impianti altamente pericolosi. Mentre qualcuno aspetta notizie da Roma, su come continuare a tenere aperta quella fabbrica obsoleta, i lavoratori “complici”continuano a rischiare consapevolmente la propria vita”.


 


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