Asili comunali, il bando pubblico che accompagna alla chiusura: ma conta di più il sindaco o l’assessore?

Asili comunali, il bando pubblico che accompagna alla chiusura: ma conta di più il sindaco o l’assessore?

 

Hanno ragione i genitori del Comitato che si batte contro la chiusura di due degli otto asili municipali. Chiusura annunciata direttamente dall’assessore Ianne, suffragato dai funzionari Zolfarelli e Lacatena. Chiusura che il sindaco aveva smentito un mese fa.


Chiusura tracciata tra le righe del bando municipale emesso ieri, relativo all’anno scolastico 2016/2017. I due asili a rischio, Magicondo e Zero Tre, guarda caso non rientrano tra quelli che faranno tempo pieno, per esempio.



“Ieri 16 giugno è stato pubblicato il bando per le iscrizioni agli asili nido comunali per l’anno 2016/2017. Gli asili presenti sono tutti e otto, più il Baby Club. Fin qui nulla di strano. Le strutture ci sono tutte e questo dovrebbe bastare a far tranquillizzare i genitori. Ma leggendo l’intero documento, nell’ultimo rigo c’è una frase che appare come una ulteriore conferma invece della volontà alquanto esplicita, nonostante le dichiarazioni contrastanti tra dirigenti, assessore e sindaco, della volontà del Comune di Taranto di essere pronto comunque a chiudere.
“L’amministrazione si riserva di attivare il servizio in tutte le strutture a gestione diretta in funzione del numero di domande pervenute”.

Il Comitato tocca il punto nodale. “Una frase del genere, senza specificare quale siano i criteri e il numero minimo di iscrizioni necessarie per determinare l’apertura del sevizio nel singolo nido, non ci lascia per nulla tranquilli. Anzi, sembra quasi che sia stato messo nero su bianco ciò che avverrà. Infatti, sempre nel bando, accanto ai nomi degli asili nido presenti sul territorio sono stati messi gli orari di apertura al pubblico. Da quanto ci risulta la decisione su quale struttura applicherà l’orario prolungato (fino alle 18) è stata presa di ufficio, senza un’appurata analisi, senza un’indagine e senza determinazione di criteri motivati. Sarebbe stato più giusto non esporre affatto gli orari di funzionamento per ciascuna struttura, ma sottolineare la possibilità di fruire dell’orario prolungato fino alle 18 in presenza di almeno un determinato numero di richieste spiegano dal Comitato – Questo potrebbe influenzare le famiglie a scegliere un asilo piuttosto che un altro, con il probabile risultato che nei nidi preposti a servizio prolungato possano arrivare molte più domande a scapito delle altre strutture. E quindi in assenza di richieste “importanti” l’amministrazione applicherebbe la clausola finale del bando, con la conseguente chiusura degli asili. E il cerchio così si chiuderebbe alle dichiarazioni iniziali di tutta questa storia e la città resterebbe con due (o forse più) asili nido comunali in meno. La scelta sarebbe “necessaria” e nessuno potrebbe accusare l’amministrazione di aver fatto una scelta arbitraria”.

Eh si, la strategia pare proprio sia questa, con buona pace delle rassicurazioni del sindaco che in questa storia sta producendo un poderoso passo indietro,viste anche le recenti dichiarazioni rilasciate ad altri organi di stampa,  al contrario del suo assessore che ci sembra stia viaggiando spedito come un treno sui propositi annunciati e adesso, coerentemente e pervicacemente, portati avanti. Ci si chiede, ed è lecito farlo, chi sia davvero il capo politico dell’amministrazione se ad un proclama del primo cittadino  (“mai chiuderò gli asili pubblici, io che ho contributo a crearli negli Anni Ottanta con Cannata”) corrisponde una azione assessorile e tecnica senza indugio alcuno: esattamente opposta alle parole del sindaco espresse in una riunione svolta con un gruppo di genitori e poi confermate alla stampa!  E se i consiglieri dik maggioranza non sono d’accordo con questa scelta politica, lo dicano chiaramente. Così come l’opposizione, francamente timida sul punto.


“Il comitato “io amo i nido comunali di Taranto” contesta e rifiuta questo bando e organizza un’altra assemblea e va avanti sulla propria strada, perché non accetta questo atteggiamento poco chiaro e si oppone sempre alla chiusura degli asili nido comunali”.


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