Asili, un dossier del comitato genitori sulle scelte del Comune di Taranto: il caso finirà in Procura?

Asili, un dossier del comitato genitori sulle scelte del Comune di Taranto: il caso finirà in Procura?

 

 

Dopo la marcia giocosa e colorata di ieri, un dossier ricco di dati, proposte e dubbi che probabilmente finirà in Procura. Alcuni genitori dei piccoli utenti degli asili Magicondo e Zero Tre, ovvero le strutture che il Comune chiederà il 30 giugno senza riaprirle a settembre (anche se il sindaco che non  c’è alcun atto ufficiale, smentendo l’annuncio del suo assessore) ricorreranno alle vie legali: vogliono vederci chiaro e sino in fondo.


Il comitato ha redatto un documento con una serie di interrogativi e precisazioni. Eccolo il testo:



I fondi Pac e i criteri oscuri…

“Durante l’incontro con l’assessore Ianne, il dirigente Lacatena e la coordinatrice Zolfarelli, le mamme e i papà hanno manifestato il loro stupore davanti alla decisione di chiusura, dato che il sindaco in persona, nel corso di un incontro con alcuni rappresentanti dei genitori, che si era tenuto non più di due o tre settimane fa, aveva rassicurato che mai avrebbe chiuso gli asili nido, in quanto era stato nei lontani anni ’80 fra coloro che li avevano fortemente voluti, e da primo cittadino, si era opposto alla chiusura anche quando il dissesto lo avrebbe reso praticamente obbligatorio. I genitori hanno espresso con fermezza  il loro disaccordo, ritenendo la decisione,  tanto più assurda, quanto più gli asili nido che si vogliono chiudere offrono, invece, a loro e ai loro bambini,  garanzie e standard di qualità da eccellenza. I rappresentanti dell’amministrazione hanno però freddamente replicato, che i loro figli potranno trovare posto negli  altri asili nido che continueranno a funzionare. Sottovalutando evidentemente l’importanza che ha per lo sviluppo affettivo e cognitivo di  un bambino piccolo, la relazione che stabilisce con le sue educatrici, nonchè la continuità educativa che solo da uno stesso gruppo di lavoro già consolidato può essere assicurata. Ma anche trascurando di considerare quanto la tranquillità delle mamme e dei papà, che hanno affidato per scelta meditata i loro bambini alle due strutture in questione, possa essere messa in pericolo da un cambiamento imprevisto e forzato. Le motivazioni  della decisione presa dall’Amministrazione di ridurre i servizi comunali per l’infanzia, mentre è già in atto un’esternalizzazione (quella dell’ex asilo nido comunale baby club, dato in gestione  con i fondi PAC), non sono state espresse molto chiaramente. Appaiono sostanzialmente legate ad una necessità dell’ente di fare tagli di spesa. I criteri , invece, in base ai quali è stato deciso di chiudere proprio gli asili nido “magicondo” e “zero-tre” sono del tutto oscuri.

 

Spostatevi al baby Club…


Dal fatto che ai genitori dei bambini iscritti allo “zero-tre” sia stato semplicemente offerto di spostarsi al “baby club” (dato in gestione da qualche mese senza iscritti), si potrebbe addirittura dedurre che l’amministrazione voglia sostenere quest’ultima soluzione, a danno dei servizi a gestione diretta, che dal 1982 ad oggi sono stati il fiore all’occhiello di questa città. Noi non vogliamo difendere il nido dei nostri bambini, ma tutti i nidi comunali di Taranto. Per questo sfiliamo questa sera”. Non avendo ottenuto dai rappresentanti dell’amministrazione, almeno un impegno a ripensare la loro decisione, i genitori hanno annunciato di volerci vedere più chiaro, rispetto ad alcuni nodi cruciali per la vicenda, riservandosi anche di fare ricorso alle vie legali per vedere riconosciuti i loro diritti.

 

Cosa non convince…

Diversi gli aspetti su cui i genitori vogliono vederci più chiaro: innanzitutto capire se è possibile per un comune che accede ai finanziamenti PAC progettare servizi sostitutivi, e non integrativi dei servizi già esistenti. Fra i progetti finanziati dai PAC del comune di Taranto (per complessivi 310.697,77 euro stanziati per il sostegno strutture a gestione diretta) c’è quello per la riapertura di una nuova sezione in un asilo nido. Questo progetto era stato pensato dalla Direzione Pubblica Istruzione per il Magicondo. L’unico asilo nido che, a causa di mancanza di personale, non aveva potuto attivare, nello scorso settembre 2015, una sezione delle tre di cui ogni asilo nido comunale dispone. Il fatto che la decisione di chiudere arrivi proprio nel momento in cui dovrebbe essere in dirittura di arrivo la realizzazione di questo progetto, lascia veramente molto perplessi.

 

Fra gli altri progetti presentati dal nostro Comune per ottenere i finanziamenti PAC  (400.662,29 euro stanziati ), c’è quello per il sostegno alle fragilità. Questi progetti, nei quali si fa sempre riferimento ad otto asili nido funzionanti, prevedono il  supporto ai bambini diversamente abili, con l’inserimento di figure professionali negli asili, quali il pedagogista (che in realtà c’è già negli asili nido comunali, data la figura del Coordinatore interno) e l’educatore professionale.

 

Alcune domande

Ora se si intende chiudere due strutture, cosa si farà di quel personale o dei soldi stanziati per poterlo assumere?

Nel Gennaio 2016,  le otto strutture, sono state dotate di nuovi elettrodomestici, attrezzature informatiche, arredi e suppellettili. Sempre con finanziamenti PAC (38772,56 euro stanziati).

Sono ancora in corso in alcune strutture, in altre sono stati appena  ultimati, i lavori  per un nuovo impianto di allarme.  Sono stati eseguiti in questi ultimi mesi, in tutte e 8 le strutture, anche i lavori di connessione alla rete internet e intranet del comune.

 

Visto che si è parlato di tagli alla spesa, non è poi una contraddizione che si forniscano tali attrezzature, e/o si eseguano lavori per nuovi impianti, in strutture che poi andranno chiuse?

Le strutture che ospitano gli asili nido comunali sono state qualche anno fa  sottoposte a lavori di adeguamento alle norme (totale rifacimento degli infissi, porte antipatico, impianto elettrico, pitturazione delle facciate) con ingenti finanziamenti europei, e vincolate ad esclusivo utilizzo per asilo nido.

 

Le due strutture che rimarrebbero chiuse, non rappresenterebbero uno spreco puro e semplice di risorse?

Inoltre, pare che nel caso di chiusura delle due strutture il Comune, per i vincoli di cui sopra, dovrebbe restituire alla Regione una cifra pari a 145.000 euro.

Come si concilierebbe questo con la dichiarata necessità di contenere la spesa?

 

 

Su altre questioni, invece, che pure sono state accennate nel corso dell’incontro vorremmo semplicemente si evitassero equivoci.

 

ANDAMENTO ISCRIZIONI

 

Si è accennato al fatto che in alcuni asili ci sono pochi bambini iscritti. Dobbiamo specificare che dove ci sono, rispetto alla capacità ricettiva, meno bambini del previsto, questo si verifica semplicemente perché ci sono meno educatrici assegnate al servizio, rispetto alle 8 che sarebbero previste. Le norme in materia, prevedono infatti, un rapporto medio educatore bambino non superiore a 1/6.

Di conseguenza: se in un asilo ci sono 4 educatrici in servizio, i bambini che quella struttura potrà accogliere saranno 24. Se in un altro asilo ci sono 8 educatrici in servizio, saranno accolti 48 bambini. In entrambi i casi, se fra i richiedenti l’iscrizione, ci dovessero essere bambini con diverse abilità, il rapporto numerico verrà ulteriormente ridotto.

I bambini per i quali viene fatta domanda di iscrizione ci sono, e sono tanti. Molti di loro però non possono essere ammessi per rispetto dei rapporti numerici di cui si diceva.

Dobbiamo peraltro segnalare che il Comune non ritiene di dover mettere in atto nessuna campagna di informazione ai cittadini sul servizio che eroga. Da qualche hanno, perfino, il tradizionale bando di iscrizioni (che dovrebbe essere in arrivo in questi giorni), riportato su manifesto e affisso per le strade cittadine, è stato sostituito da semplice fotocopia in formato A4 da esporre nelle bacheche delle strutture.

 

 

LA QUESTIONE NATALITA’

 

Anche a proposito della natalità a Taranto, va sgombrato il campo da equivoci.

I bambini da zero a tre anni abitanti in città sono circa 5000. Gli 8 asili nido comunali, disponendo di circa 400 posti complessivamente, coprirebbero quindi un 8% del potenziale bacino di utenza. Sia detto per inciso è proprio sulla rilevazione di percentuali così basse nel Sud del paese (mediamente intorno al 4%, quindi almeno in questo possiamo dire che la nostra città ha una posizione più favorevole rispetto a molte altre del Sud), che nasce l’idea dei PAC per le 4 regioni convergenza.  Rendere meno drammatico il divario fra nord (che è intorno al 30%) e sud del Paese, quanto a  dotazione di servizi per l’infanzia da zero a tre anni.

Appare del tutto pretestuoso e fuori luogo quindi evocare gli argomenti del presunto calo degli iscritti, e del calo della natalità, quando si vuol sostenere la necessità di ridurre il servizio.

 

Ribadito che i servizi dati in gestione non possono essere un’alternativa al pubblico, perché non possono garantire gli stessi standard di qualità a partire dalla qualificazione del personale, e dalle modalità di reperimento (non esistendo una selezione e concorsi), ed avendo inoltre il carattere della precarietà legata alla durata dei finanziamenti.

Andremo avanti con tutti i mezzi e nelle sedi opportune se necessario, sull’utilizzo dei PAC  porremo  la questione al Ministero degli interni, rispetto alle gravi contraddizioni dell’agire di questa amministrazione ci riserviamo di volerci vedere chiaro, intravedendo spreco di risorse e di finanziamenti pubblici.

 

Sapendo che  l’avvio dei citati, altri progetti finanziati con i PAC è ormai imminente (con l’acquisizione, quindi, di nuove risorse umane e professionali, per quanto a tempo determinato) ed in considerazione degli investimenti già fatti per opere di manutenzione straordinaria delle otto strutture, nonché per le forniture di nuovi arredi e macchinari, e per l’impiantistica (allarme e internet) si ritiene che questo sia il momento meno opportuno, per ridurre il servizio.

 

 

Le Proposte

  • una distribuzione equilibrata  del personale nelle 8 strutture;
  • attivare i finanziamenti pac per la riapertura di una sezione al più presto per il Magicondo;

  • distribuire  il personale che già dal prossimo settembre verrà assunto con i PAC (per potenziare gli orari di funzionamento) in tutte le strutture (invece che solo in quattro), magari con un prolungamento di orario in tutte sino alle 16, piuttosto che sino alle 18 (rilevando le reali esigenze di orario espresse dalle famiglie).

 

I nidi comunali a gestione diretta di questo comune, in cui il sindaco Stefano ha creduto fortemente trent’anni fa, risultano ancor oggi e lo saranno per il futuro, un servizio eccellente e di qualità, fiore all’occhiello della nostra città. In piazza municipio i partecipanti alla marcia hanno lasciato volare i palloncini, hanno bussato al portone, attendendo una risposta dal primo cittadino che ha però lasciato porte e finestre chiuse” SI LEGGE INFINE NEL DOCUMENTO DEL COMITATO.

 

 


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