Bad boys, il lato oscuro della provincia di Taranto. Il video del blitz dei carabinieri

Bad boys, il lato oscuro della provincia di Taranto. Il video del blitz dei carabinieri

Dopo Manduria e la tragica morte di Antonio Stano, un altro caso analogo a Sava. Modalità e area geografica simili. Il versante orientale della provincia di Taranto si conferma, purtroppo, terra di “bad boys”. E’ questo il nome dell’operazione condotta dai carabinieri della Compagnia di Manduria, coadiuvati dal comando provinciale di Taranto, all’alba di oggi (di cui vi abbiamo già dato un’anticipazione). I particolari sono stati resi noti nel corso di una conferenza stampa cui sono intervenuti il comandate provinciale dei carabinieri, colonnello Luca Steffensen, il procuratore capo di Taranto Carlo Maria Capristo, il procuratore capo per i minorenni Pina Montanaro.


Questo il resoconto dell’operazione fornito dai carabinieri.
“I militari della Compagnia di Manduria (TA), coadiuvati da personale proveniente dal Comando Provinciale di Taranto, nelle prime ore del mattino, hanno dato esecuzione a 20 misure cautelari personali a carico di altrettanti soggetti, tutti di Sava, ritenuti responsabili, a vario titolo, di estorsione continuata in concorso, furto aggravato, rapina, detenzione e porto illegale di arma da sparo, atti persecutori. I provvedimenti – di cui 12 spiccati a carico di soggetti maggiorenni (5 in carcere, 5 agli arresti domiciliari, 2 destinatari di divieto di avvicinamento alla persona offesa) ed 8 nei confronti di minorenni (3 associati presso Istituti di Pena Minorile e 5 collocati in Comunità di recupero) – sono stati emessi dai G.I.P del Tribunale Ordinario di Taranto e del Tribunale dei Minori del medesimo capoluogo, su richiesta delle rispettive Procure.



L’indagine, convenzionalmente denominata “Bad boys” e condotta dalla Stazione Carabinieri di Sava (TA), trae origine dall’incendio verificatosi l’8 giugno scorso all’abitazione di un 61enne del luogo, affetto da disagio psichico, il quale aveva dichiarato ai carabinieri ed ai vigili del fuoco intervenuti, che il rogo si era improvvisamente sprigionato dal camino della propria unità abitativa mentre dava alle fiamme alcuni documenti al fine di distruggerli. Nel corso del sopralluogo, i militari avevano tuttavia notato nella casa del richiedente, l’insolita presenza di consistenti cumuli di rifiuti cartacei e di plastica. L’uomo ha spiegato la cosa ammettendo che raccoglieva tali materiali per contro di privati ed esercizi commerciali al fine di conferirli all’isola ecologica di Sava in cambio di piccole somme di denaro necessarie per integrare la modesta pensione di invalido civile e anche per far fronte alle continue richieste estorsive di una banda di giovani del luogo.

Le attività d’indagine – consistite in acquisizioni testimoniali, servizi di osservazione e pedinamento, esame dei contenuti multimediali dei telefonini di alcuni degli indagati – hanno consentito di acclarare che:
– gli indagati, approfittando delle condizioni psicofisiche del 61enne effettuavano delle vere e proprie incursioni nel suo domicilio nei giorni immediatamente successivi al ritiro della pensione, estorcendogli somme di denaro (da 5 a 20 euro) e oggetti di valore, dietro la minaccia di dare alle fiamme la sua abitazione o il suo motocarro. Le dichiarazioni della vittima, che riconosceva senza ombra di dubbio tutti i componenti della “gang”, trovavano riscontro nelle testimonianze di alcuni vicini che confermavano le quotidiane vessazioni cui i balordi, singolarmente o in gruppi di 2 o 3 persone, sottoponevano il 61enne;
– in una circostanza avvenuta circa due anni fa, due soggetti del gruppo avevano estorto al 61enne la somma di 50 euro, minacciandolo persino con una pistola;
– alcuni degli indagati, nel giugno del 2013, si erano resi infine responsabili di atti di “bullismo” ai danni di un 84enne di Sava il quale, senza alcun motivo, era stato da questi spinto a terra mentre era in sella alla propria bicicletta, riportando lesioni.

Nel corso delle perquisizioni svolte durante l’esecuzione delle misure cautelari, nell’abitazione di un 17enne incensurato, sono stati rinvenuti 16 grammi di hashish, due bilancini di precisione, un taglierino ed un coltello entrambi utilizzati per il taglio dello stupefacente



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