Benvenute, sardine, nella terra delle code di balena

Benvenute, sardine, nella terra delle code di balena

Incuriosisce due volte. Prima di tutto cercheremo di capire chi ci sarà con i giovani che dalla Puglia si danno appuntamento a domani, nel cuore di Taranto, in quella piazza Immacolata che raramente ospita manifestazioni politiche. Chi si presenterà, per intenderci, lasciando a casa il curriculum politico o dopo essere passato dal visagista. 


Care sardine, sappiatelo: potreste far gola, così come fate già rabbia. E chiariamoci subito su un punto: di antipolitica non si avverte il bisogno, ne siamo saturi. Voi fate politica da quando avete deciso di scendere in “piazza grande” a Bologna. E fate bene, fate benissimo ad urlare la vostra presenza, ad esigere rispetto, a chiedere che ci si occupi del Paese, delle città, delle coste, delle colline, del sottosuolo, della cultura…  del futuro. Fate bene a lanciare il vostro forte segnale politico a tutti i naviganti, perché da  buone sardine conoscete già il nostro mare così profondo… da far temere che gli abissi siano prossimi.



Dunque fate politica… ma fatela bene, almeno voi. Giurate di non smettere mai mentre studierete o quando entrerete nel mondo del lavoro. E non fatevi cambiare a suon di Lega o dalle sirene della sinistra, una volta abili a fagocitare la protesta popolare. Ma questo è un mondo diverso, aveva ragione Rino Gaetano, e chi vivrà vedrà.

Sardine, lanciatelo insomma il vostro messaggio di presenza e valori collettivi. Attenti però, gli squali già vi circondano. Per adesso, fatevi conoscere e parlate sino in fondo, dettagliate, fate nomi, usate il Tu perché il Voi occulta le responsabilità. L’antipolitica tiene a galla già troppa mediocrità.

Domani a Taranto ci sarà uno dei promotori bolognesi. La gioiosa contaminazione toccherà la Puglia. E le sardine  hanno scelto la città della vertenza ambientale ed occupazionale per il loro debutto regionale. Senza saperlo, rischiano si sovvertire un proverbio tarantino attraverso il quale ci si chiede, da sempre, se convenga essere “testa di alice (anche sardina) o coda di balena. Sul punto, le scuole di pensiero si dividono aspramente attraverso pratiche quotidiane che propendono spesso per una delle due opzioni, quella sperimentata per l’intero Novecento. La più comoda.


E siamo alla seconda curiosità. I movimentisti di Taranto, ovvero la galassia di associazioni che si battono per la salute, l’ambiente, la chiusura, l’ambientalizzazione, la riconversione ecc. ecc…. come stanno vivendo l’approdo  delle sardine che stanno scompaginando il libro fresco di stampa dell’antipolitica, del vaffa e tutti i connessi? E cosa pensano, da par loro, le sardine della vicenda Ilva? Sono per la chiusura, il mantenimento o per la terza via più cara alla sinistra? Il tema è questo, a Taranto, e da un decennio da qui parte la valutazione di qualsiasi fenomeno sociopolitico, vecchio o nuovo che sia, alla quale segue puntuale  la collocazione nello zigzag costituzionale (chiamarlo arco è assurdo). 

Dunque, come saranno accolte le sardine, a Taranto, da domani?  Scetticismo, entusiasmo, braccia tese, sorrisi o quintali di popcorn per vedere l’effetto che la piazza farà? Sapremo, leggeremo sui social, ascolteremo i commenti, sfoglieremo i giornali. Ad ogni modo, benvenute a Taranto care sardine. Terra battuta da code di balene spiaggiate.


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