Bonelli: per l’ex Ilva sperperate risorse pubbliche per 2,7 miliardi

Bonelli: per l’ex Ilva  sperperate risorse pubbliche per 2,7 miliardi

“I responsabili del disastro dell’Ilva sono quelli che hanno approvato in questi 7 anni e mezzo ben 12 decreti emergenziali senza risolvere il problema occupazionale: Renzi, Calenda, Bellanova, Conte e Di Maio sono il simbolo di questo fallimento”, lo dichiara il coordinatore nazionale dei Verdi Angelo Bonelli. “Immaginiamo una famiglia che parte con la propria autovettura per un viaggio ed improvvisamente l’abitacolo si riempie di fumo, una buona madre o buon padre di famiglia si ferma e la consegna al meccanico il quale dirà se l’auto è riparabile e in quanto tempo. A Taranto il governo non si è comportato da buona madre o padre di famiglia perché ha autorizzato la produzione sapendo che l’impianto continuava ad inquinare il contrario di quanto accaduto in Germania a Duisburg dove l’acciaieria l’hanno fermata e ricostruita”.


“In questi anni – continua l’esponente dei Verdi – un fiume di denaro pubblico è stato messo dallo Stato nelle casse dell’amministrazione straordinaria Ilva per un totale di 1,656 miliardi di euro cosi suddivisi: 300 milioni di euro – concesso ai sensi dell’articolo 1, comma 3 del D.L. n. 191/2015, 800 milioni di euro ai sensi dall’ art. 2, comma 1, D.L. n. 98/2016 e dall’articolo 1, comma 609, lett. a) e b) della legge n. 232/2016, 400 milioni di euro dati in garanzia dallo stato ai sensi dell’articolo 3, comma 1-ter, del D.L. n.1/2015, infine Fintecna S.p.A., società totalmente partecipata da Cassa depositi e prestiti S.p.A., ha proceduto alla liquidazione di 156 milioni di euro ad ILVA S.p.A.  A queste somme vanno aggiunti 1,1 miliardi di euro confiscati ai Riva per evasione fiscale, quindi soldi pubblici a tutti gli effetti, di cui 635 milioni sono stati allocati e spesi mentre 450 non sono stati utilizzati: si arriva ad una cifra complessiva di denaro pubblico di 2,756 miliardi di euro senza che si sia risolto minimamente il dramma ambientale, sanitario né quello occupazionale a cui si aggiunge il peso della cassa integrazione prevista dall’accordo con Mittal oltre ai 4900 esuberi annunciati ieri”.



Secondo Bonelli “l’unica salvezza per Taranto e l’economia italiana è che si avvii un piano di conversione come accaduto a Bilbao, Ruhr o Pittsburgh dove oggi l’occupazione ha raggiunto livelli altissimi risolvendo la questione ambientale e sanitaria, purtroppo abbiamo una classe politica che non risponde dei gravi errori fatti e continua a salire in cattedra e dare lezioni anche dopo questo sperpero di denaro pubblico”.


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