Bonelli (Verdi): Conte ci ascolti, ecco il nostro decreto salva-Taranto

Bonelli (Verdi): Conte ci ascolti, ecco il nostro decreto salva-Taranto

“Noi siamo rimasti sempre dalla stessa parte, non abbiamo cambiato opinione come molti in questo periodo. Lo abbiamo detto sette anni fa e lo ripetiamo oggi: va chiusa l’area a caldo dello stabilimento siderurgico di Taranto. In parallelo va avviato un piano per la tutela degli operai, la bonifica e una nuova fase di sviluppo del territorio. Su questi temi chiediamo ufficialmente un incontro con il presidente Conte visto che ha chiesto ai suoi ministri di portargli idee”.


Angelo Bonelli, leader dei Verdi italiani, a Taranto è di casa. E’ stato candidato sindaco nel 2012, consigliere comunale, protagonista di denunce e battaglie. Dopo un periodo di calma apparente, il caso Taranto è esploso in tutte le sue contraddizioni con l’annunciata fuga di ArcelorMittal e le polemiche sullo scudo penale. “L’immunità è una barbarie giuridica e umana – afferma perentorio Bonelli – perchè significherebbe condannare le persone a sopportare, tollerare e subire l’inquinamento ambientale e i danni alla salute. C’è anche chi propone che lo scudo penale sia allargato ad altri impianti industriali. Sarebbe drammatico e ci riporterebbe indietro di decenni rispetto a conquiste in campo giuridico-ambientale. E’ di una gravità inaudita e fa specie che questa ipotesi sia avanzata in maniera trasversale da molti schieramenti politici”.



In conferenza stampa con Bonelli i volti storici dei Verdi ionici: Vincenzo Fornaro, consigliere comunale e già candidato sindaco, i portavoce Eliana Baldo e Mino Briganti. I punti significativi della proposta dei Verdi (che proponiamo integralmente in coda a questo articolo, ndr) prevedono la creazione di una “No Tax Area” con defiscalizzazione totale per le imprese che investono a Taranto; il rilancio dell’identità storica e culturale attraverso il pieno recupero della città vecchia; il potenziamento della dotazione infrastrutturale e dei trasporti; un piano di prepensionamenti per gli operai con almeno 22 anni di contribuzione e l’inserimento del settore siderurgico tra i lavori usuranti.

Decreto salva Taranto


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