Camera di commercio, occupazione a rischio. Anche Taranto manifesta a Roma

Camera di commercio, occupazione a rischio. Anche Taranto manifesta a Roma

I dipendenti delle camere di commercio italiane oggi manifestano a Roma in segno di protesta contro il riordino del sistema camerale varato dal Governo nello scorso mese di agosto. Una riforma che taglia risorse e funzioni, prevede accorpamenti, mette a rischio i livelli occupazionali e la sopravvivenza stessa di alcune Camere di commercio.


Anche a Taranto c’è grande preoccupazione tra i dipendenti pubblici e privati. La struttura di viale Virgilio ha deliberato in favore dell’accorpamento con Brindisi, ma l’orientamento del Governo sarebbe più favorevole alla creazione di un’unica, grande Camera di commercio tra Lecce, Taranto e Brindisi. In ogni caso lo svuotamento delle funzioni e il taglio delle entrate derivanti dal diritto annuale, rappresentano un serio pericolo per il mantenimento dello status quo.



Oggi, dalle 13 alle 18, i dipendenti del sistema camerale italiano (pubblici e privati), manifestano a Roma, in Piazza della Pietra. La giornata di protesta è stata proclamata dalle federazioni del pubblico impiego di Cgil, Cisl, Uil e dalle categorie del commercio Filcams, Fisascat, Uiltucs (cui aderiscono i dipendenti delle aziende speciali e dei centri servizio). Da Taranto, questa mattina all’alba, una delegazione di dipendenti della Camera di commercio è partita in bus, diretta a Roma. Una ventina di persone parteciperà alla manifestazione.

Secondo il sindacato se i contenuti dello schema di decreto legislativo fossero approvati senza modifiche sostanziali verrebbe “messa in liquidazione una delle poche esperienze consolidate al servizio dello sviluppo e di sostegno all’economia reale dei territori che ha il nostro Paese. In particolare, per le migliaia di lavoratori dipendenti dalle Unioni camerali regionali, dalle aziende speciali e da quelle di sistema, si aprirebbe una fase incerta e connotata dall’assenza del benché minimo strumento d’integrazione al reddito. La riforma del sistema camerale va approfondita e condivisa con le organizzazioni sindacali che rappresentano i lavoratori dipendenti, al fine di valorizzare le tante e preziose professionalità oggi esistenti nell’articolata filiera rappresentata dalle Camere di commercio”.

In occasione dello sciopero,  Esc Ecosistema camerale invita tutti i dipendenti dele Camere di commercio a partecipare alla giornata di lotta ed esprime il proprio appoggio e sostegno alla manifestazione nazionale. “Come Ecosistema camerale – si legge in una nota – abbiamo colto, sin dal 2014, certamente tra i primi, se non prima degli altri, i tanti segnali negativi che provenivano da questo disegno del governo e, pertanto, non possiamo non unirci ora alla richiesta di una riforma vera delle Camere di commercio che tuteli i lavoratori e rilanci lo sviluppo locale, che non deprivi i territori di competenze e non abbandoni i sistemi imprenditoriali locali, costituiti prevalentemente da micro, piccole e medie imprese, in un momento in cui la crescita economica è in stallo”.


Esc ribadisce che “smantellare il sistema camerale vuol dire lasciare le imprese e le comunità locali più sole di fronte alle difficoltà del Paese e significa anche costringere le imprese a doversi, in futuro, rivolgere a privati per ottenere servizi che oggi le Camere erogano nei territori”.


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