Carella e i suoi dipinti, operazione recupero

Carella e i suoi dipinti, operazione recupero

Si tratta dei dipinti di Domenico Carella (1721-1813). Le opere sono del Comune di Taranto e un tempo decoravano i soffitti al piano nobile dei palazzi Fornari e De Bellis, in Città Vecchia.


Originariamente fissati alle carenature lignee delle volte, furono schiodati  negli Anni ’80 per consentire i lavori di consolidamento statico  degli immobili.  Dopo anni trascorsi nel laboratorio di restauro romano  che ne curò il distacco, le tele (oltre dieci metri di lunghezza), una volta sezionate furono riportate a Taranto nel 2015. Il Comune le sta recuperando. 
lo stesso sindaco, “ha valutato opportuno procedere ad una attenta conoscenza dello stato di  conservazione”. Va dunque elaborato un progetto di restauro, fanno sapere da Palazzo di Città, “corredato da un quadro economico imprescindibile per rintracciare le relative possibili fonti di finanziamento. L’ Amministrazione Comunale, consapevole che tale iniziativa, di complessa attuazione, richieda il coinvolgimento di più soggetti istituzionali che concorrano al buon esito della stessa, anche sotto il profilo scientifico, ha sottoscritto un protocollo d’intesa lo scorso 16 Settembre 2019 con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Brindisi, Lecce  e Taranto, il Politecnico di Bari, ed il Comando Marina Militare di Taranto”.




E siamo ad oggi, ovvero  ai primi esiti del restauro eseguito dal personale tecnico della Soprintendenza all’interno del laboratorio organizzato all’interno della Sala Spagnola del Castello, messa a disposizione dall’ammiraglio Salvatore Vitiello, ed allestito grazie al contributo degli Amici dei Musei di Taranto e dell’Ance. I funzionari restauratori della Soprintendenza hanno ricostruito digitalmente la composizione delle tele, sulla scorta della documentazione fotografica disponibile ed hanno testato le possibili tecniche di rimozione delle velinature applicate sui dipinti al momento del trasporto da Roma a Taranto. Oggetto di studio è stata, ed è tutt’ora, la grande tela (oltre 10 metri di lunghezza) del Palazzo Fornari con la raffigurazione del Giudizio di Paride, costituente la parte centrale della volta del salone principale. Il dipinto, che si trovava avvolto in un rullo, presenta lo strato pittorico protetto da carta incollata in maniera disomogenea, la cui rimozione appare particolarmente complessa. La porzione liberata dalla velinatura consentirà, con il contributo scientifico del Politecnico di Bari, di analizzare i materiali costitutivi e di valutare le forme di degrado presenti. Le informazioni raccolte consentiranno inoltre di elaborare un progetto di restauro e di studiare la tecnica utilizzata dall’artista per l’esecuzione del dipinto su tela.

 

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