Caro ministro ti scrivo… le lettere di Melucci

Caro ministro ti scrivo… le lettere di Melucci

Nemmeno l’ex inquilino di Palazzo di città in uno solo giorno aveva scritto tanto. Eppure le lettere di Ippazio Stefàno, sono forse il tratto caratteristico più noto e allo stesso tempo più effimero dei suoi dieci anni alla guida di Taranto. Rinaldo Melucci ne ha scritte e inviate tre in un solo giorno. Un record personale che insidia la grafomania del suo predecessore. Il primo cittadino di Taranto ha scritto al ministro allo Sviluppo Economico Luigi Di Maio; al ministro alla Sanità Giulia Grillo, al sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti.


Argomento della missiva rivolta al vicepremier è l’Ilva. “Ho appreso nella tarda serata di ieri – scrive Melucci – della decisione del Governo, su istanza del collegio commissariale del Gruppo Ilva, di avvalersi della proroga prevista dal contratto di aggiudicazione dei compendi aziendali. Con la presente, sentite le parti sociali a livello locale proprio nella giornata del 26 giugno, al fine di scongiurare possibili mobilitazioni, ovvero trasmettere segnali equivoci a cittadini ed investitori, sono allora a sollecitare in tempi rapidi la riconvocazione presso il Mise del tavolo finalizzato al negoziato occupazionale. Tutto quanto sopra, indipendentemente dalla discrezione che il Suo dicastero vorrà conservare al termine dell’analisi del corposo dossier Ilva. Circa la durata della predetta proroga, sono a richiederLe poi precisazioni sullo stato dei conti dell’azienda, che come di certo rammenterà influisce pesantemente anche sulle sorti di un vasto e già provato indotto locale. Infine, con l’intento di sostenere l’azione del Governo in questa fase difficoltosa, mantenendo sovraordinata la vicenda ambientale e sanitaria alla mera trattativa industriale, sono a rappresentarLe che il Comune di Taranto ha fornito disponibilità alle organizzazioni sindacali ad allargare e meglio articolare il protocollo di intesa sottopostoLe nel nostro incontro dello scorso 18 giugno”.



Con il ministro Grillo si parla, ovviamente, dell’emergenza sanitaria ionica. Melucci scrive in qualità di presidente della conferenza dei sindaci dell’Asl.  “Pur innanzi alle oggettive difficoltà – spiega  – derivanti ad ogni comunità dall’adeguamento al piano di rientro della spesa sanitaria, cittadini ed Istituzioni della Provincia di Taranto hanno sin qui compiuto ogni responsabile sforzo, per consentire nei fatti la messa a regime del cosiddetto piano di riordino ospedaliero della Regione Puglia. La Conferenza dei Sindaci, operante in seno ad Asl ai sensi della norma regionale, ha però analizzato le ricadute di un insostenibile depauperamento delle nostre strutture sanitarie e dell’organico locale, oltre che raccolto diffusissime lagnanze della cittadinanza, spesso persino sconfinate in azioni giudiziarie. Il tutto nel contesto di un’area fortemente colpita da numerosi agenti inquinanti, spesso collegati a sistemi produttivi essenziali per l’intero sistema Paese. Dunque, peculiarità note alle cronache che frenano ad oggi il nostro sviluppo, alle quali non sono seguite legittime compensazioni ai cittadini ionici quanto meno in tema sanitario, peculiarità che di sicuro non possono essere affrontate da alcun livello istituzionale nell’ottica di una banale revisione della spesa, assunta in termini di tagli lineari. Per quanto sopra, al fine di meglio rappresentarLe le questioni in argomento, onde verificare la possibilità di un dispositivo speciale per l’area di Taranto, ovvero una deroga al D.M. 2 aprile 2015, n. 70, sono a richiederLe quanto prima un incontro per conto della Rappresentanza dei Sindaci da me attualmente presieduta”.

Infine, il sottosegretario Giorgetti, per gli interventi previsti nel Contratto istituzionale di sviluppo (Cis) “Nelle more che il Governo appena insediatosi abbia l’opportunità di meglio precisare le deleghe più specialistiche – esordisce Melucci – ho l’esigenza di pregarLa di assegnare massima priorità alle sorti del cosiddetto Contratto Istituzionale di Sviluppo per l’Area di Taranto (CIS), di cui alla Legge 4 marzo 2015, n. 20. Nei giorni in cui Istituzioni, cittadinanza, imprese, parti sociali e stakeholder in genere, tentano di affrontare in maniera definitiva la complessa vicenda Ilva, e se possibile tentano di consegnare al territorio un diverso e più moderno modello di sviluppo, le risorse, i progetti strategici e persino le semplificazioni normative sul tavolo del CIS costituiscono un volano imprescindibile. Colgo anche occasione per rappresentarLe che l’attuale Struttura di Missione ha, dal punto di vista del Civico Ente, ben operato sin qui nel rispetto della vision locale e degli obiettivi generali della norma anzi detta, al riparo da qualsivoglia strumentalizzazione politica. E’ su queste basi che il Comune di Taranto auspica di riprendere i lavori del CIS nel più breve tempo possibile”.


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