Sul Pezzo
Case Erp Taranto, lettere di sfratto: la protesta degli inquilini
“Centinaia le lettere di sfratto arrivate all’indirizzo di altrettanti cittadini residenti in stabili ERP. La #CGIL e il #SUNIA chiedono chiarezza”. La Cgil sostiene che i residenti destinatari dell’invito a lasciare l’appartamento hanno titolo a restarvi. Nelle lettere di sfratto, a quanto pare, si legge l’esatto opposto stando al carteggio municipale. Chi ha ragione? Occorre chiarezza e anche definitiva, chiedono Sunia e Cgil.
L’assessore Francesca Viaggiano in tal senso, dopo le sollecitazioni pubbliche della Cgil, ha fornito “rassicurazioni sulle procedure di cartolarizzazione degli immobili comunali destinati ad unità abitative”. Numerosi utenti – ha scritto l’assessore comunale tarantina – si sono recati presso il nostro servizio ‘Politiche abitative’ preoccupati per la gestione della procedura di cartolarizzazione degli immobili comunali decisa dalla Giunta Di Bello e concretizzatasi qualche mese fa a seguito di annose vicende processuali. Nonostante il potere di azione del Comune sia ormai circoscritto agli obblighi scaturenti dalla convenzione, al sol fine di fornire ai tanti cittadini che hanno chiesto il supporto dell’amministrazione, abbiamo ritenuto opportuno incontrare i responsabili della Società veicolo Carim srl incaricata di gestire le procedure di vendita degli immobili comunali inseriti nel piano di cartolarizzazione, dei quali detiene formalmente il possesso, nel rispetto delle garanzie di pubblicità e, soprattutto, dei terzi conduttori – ha spiegato la Viggiano – Al fine di tranquillizzare, quindi, i conduttori degli alloggi in questione, considerate le preoccupazioni degli stessi in merito alle proprie posizioni abitative, con il sindaco Melucci si è inteso concordare un piano di interventi, secondo il protocollo d’intesa stipulato con la Società veicolo, per una migliore gestione dei contratti connessi sulle procedure di vendita degli immobili.
Come già stabilito in un precedente incontro tenutosi lo scorso luglio, la società veicolo procederà alla verifica caso per caso della titolarità di ogni singolo alloggio. Gli utenti muniti di valido titolo abitativo non avranno, dunque, nulla da temere – ha precisato l’assessore – Ciò vale sia per gli assegnatari sia per i conduttori dotati di contratto di locazione in corso di validità. La loro situazione abitativa non subirà alcuna modifica se non eventuali adeguamenti del canone, se normativamente previsti. Sarà quindi garantito ai legittimi conduttori il pacifico godimento dei beni immobili locati, nel rispetto dei contratti esistenti e della normativa vigente. Seguirà la possibilità di acquisto a prezzo calmierato, con una riduzione del 30% sul prezzo di mercato”. Siamo e saremo – ha concluso Francesca Viggiano l’assessore – sempre disponibili al dialogo con i singoli utenti e con le sigle sindacali che ne faranno richiesta affinché la procedura di dismissione degli immobili prosegua regolarmente nel pieno rispetto della convenzione ed a tutela dei legittimi assegnatari e conduttori”.
Secondo Paolo Peluso, segretario provinciale del sindacato, “É apprezzabile che dopo la nostra denuncia l’assessore Viggiano sia intervenuta pur tuttavia abbiamo ancora un problema: perché la Carim manda lettere di sgombero sostenendo che in base alle informazioni ricevute dal #Comuneditaranto nessuno ha titolo per rimanere lì? Chiediamo verifica congiunta”. La manifestazione degli inquilini, in via Solito, è tuttora in corso..
Il documento Sunia-Cgil
“La lettera inviata dalla società privata CARIM srl alle famiglie degli stabili di via Pio XII e via Napoli a Taranto e di quattro palazzine di San Giorgio Jonico è chiara: “Questa società…dopo aver esaminato la documentazione pervenuta dal Comune di Taranto, relativa al citato immobile, non ha rinvenuto alcun atto che ne giustifichi e legittimi la detenzione dello stesso. Pertanto, la invitiamo alla riconsegna del citato appartamento libero e sgombero da persone o cose, con avvertimento che decorsi i 30 giorni dal ricevimento, in mancanza di vostra assicurazione in tal senso, si procederà al recupero giudiziario del bene”. In una parola “sfratto”. Si tratta delle 200 famiglie che in quelle palazzine ci vivono ormai da anni, titolari, nella stragrande maggioranza dei casi, di decreti di assegnazione che ne giustificano la permanenza. Ed è proprio su questo corto circuito che si focalizza l’attenzione della CGIL e del SUNIA.
Apprezziamo l’immediato intervento dell’Assessore al ramo del Comune di Taranto, Francesca Viggiano – dice Paolo Peluso, segretario della CGIL di Taranto, ma abbiamo ancora qualche dubbio proprio sulla documentazione che l’ente civico avrebbe fornito alla società immobiliare titolare della convenzione di cartolarizzazione”.
A noi del SUNIA l’assenza degli atti non risulta assolutamente – dice Luigi Lamusta, segretario del SUNIA di Taranto – perché invece nei carteggi di queste famiglie ci sono i decreti di assegnazione, ma anche le ricevute dei canoni di locazione per edilizia residenziale pubblica regolarmente pagati.
La CGIL e il SUNIA chiedono di vederci chiaro. Le dichiarazioni della Ca.rim dicono che in base alle informazioni assunte dal Comune quelle famiglie non avrebbero diritto ad essere in quelle abitazioni – hanno affermato i referenti della CGIL nella conferenza stampa organizzata il 30 settembre scorso – ma a questo punto, in base alle informazioni invece assunte presso le famiglie le cose sarebbero messe in maniera diversa. E’ necessaria una verifica. Se quelle famiglie hanno continuato a versare i canoni di locazione, è chiaro che lo abbiano fatto in virtù di un accordo, un contratto – sottolinea Lamusta – molti di loro hanno 70 anni e di fronte all’eventualità di perdere la casa sono spaesati e impauriti. Qui non si tratta più di uno sfratto ma di un sgombero vero e proprio. Anche il regolamento che disciplina la cartolarizzazione del patrimonio immobiliare pubblico deliberato dal Comune di Taranto a settembre del 2005 – afferma Alexia Serio, legale del SUNIA – all’art. 10 pone delle garanzie a favore degli assegnatari degli alloggi ERP, perché di alloggi di edilizia residenziale pubblica si tratta, lo dicono i contratti e i decreti di assegnazione rivenienti da una emergenza abitativa ormai ultra ventennale.
Dobbiamo sciogliere ogni dubbio – chiarisce, infine, Peluso – ed è per questa ragione che chiederemo al Prefetto di convocare tutte le parti in causa, dal Comune alla CARIM, passando per la rappresentanza degli assegnatari del SUNIA, affinché si faccia chiarezza sui documenti e i titoli in possesso. Serve una verifica congiunta per scongiurare il rischio di una emergenza sociale che scarichi sui cittadini le scelte, a suo tempo compiute dall’allora giunta Di Bello, in merito alla gestione del patrimonio immobiliare pubblico”.
Mentre scriviamo, è in corso la manifestazione nei pressi della sede della CARIM (ex Soget) in via Solito, sit-in degli assegnatari assistiti dal SUNIA.

