Cementir conferma i licenziamenti. A Taranto rischiano in 60

Strada in salita per la vertenza Cementir. L’incontro al Ministero dello sviluppo economico non ha sortito alcun effetto. Il Gruppo Caltagirone non ha modificato di una virgola la propria posizione confermando i 106 licenziamenti in tutta Italia. Il taglio più pesante riguarda lo stabilimento di Taranto nel quale sono previsti 47 posti di lavoro in meno su un organico di poco più di 70 unità. Se fosse confermata la riduzione dell’organico, il sito produttivo ionico sarebbe destinato ad una rapida e definitiva chiusura. Questo il timore espresso dai sindacati e dai lavoratori che hanno manifestato in concomitanza con lo svolgimento del vertice. Preoccupa anche il futuro di 11 dipendenti della Pulisan impegnati nelle pulizie civili e industriali la cui sorte è legata a doppio filo a quella della Cementir.


“Non c’è stato alcun passo in avanti – commenta Francesco Bardinella, segretario generale della Fillea Cgil – l’azienda non ha fornito alcuna risposta su investimenti, piano sociale, utilizzo degli ammortizzatori sociali. Un chiusura netta di fronte alla quale dobbiamo reagire con determinazione e compatezza”. Vito Lincesso e Antonio Arcadio, segretari generali di Filca e Fisascat Cisl parlano di “chiusura a riccio, contro cui nulla hanno potuto le sollecitazioni sindacali, né la mediazione del sottosegretario Teresa Bellanova nonostante le rassicurazioni fornite dal Governo in ordine alla copertura finanziaria per gli ammortizzatori sociali che, a Taranto, già dichiarata area di crisi complessa, potrebbero avere la durata di un ulteriore anno a condizione, però, che entro il 27 novembre prossimo si giunga a sottoscrivere uno specifico accordo tra le parti.



La road map da qui al 27 novembre prevede vari passaggi. La prima tappa è fissata per il 23 novembre 2016. I ministeri dello Sviluppo economico e del Lavoro, in un incontro ristretto, proporranno all’azienda alcune proposte per uscire dalla crisi. Il giorno successivo il confronto sarà allargato anche ai sindacati. Se non si raggiungerà un accordo, il 28 novembre prossimo scatteranno i licenziamenti.

Filca e Fisascat auspicano che “il Gruppo Caltagirone accolga i termini della mediazione governativa, per rassicurare le 47 famiglie dei dipendenti Cementir di Taranto e per individuare misure alternative per le 11 unità della Pulisan che non potrebbero godere di ammortizzatori sociali come gli altri lavoratori perchè inquadrati nel settore pulizie civili ed industriali”.


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