Cementir conferma i licenziamenti. Cassa integrazione solo a Taranto

Cementir conferma i licenziamenti. Cassa integrazione solo a Taranto

Restano distanti le posizioni tra Cementir e sindacati. L’azienda ha confermato i 106 licenziamenti negli stabilimenti del Gruppo sparsi in tutta Italia. L’unica apertura è per il sito produttivo di Taranto che rientra nell’area industriale di crisi complessa per il quale c’è la disponibilità a trasformare in cassa integrazione straordinaria i 47 licenziamenti previsti.


Questo l’esito dell’incontro svoltosi al Ministero dello sviluppo economico. La mediazione del Governo, finora, non ha sortito altri effetti. Il confronto nell’ambito della procedura di mobilità avviata dalla Cementir proseguirà i prossimi 1 dicembre in Regione Puglia e il 5 dicembre al ministero del lavoro.



Francesco Bardinella, segretario generale della Fillea Cgil ionica spiega che “la cigs per l’area industriale di crisi complessa è uno strumento messo a disposizione del Governo che rivendichiamo per i lavoratori Cementir da settimane. Mancano ancora risposte da parte dell’azienda su piano sociale e investimenti per la messa in sicurezza degli impianti dello stabilimento di Taranto”. Il sindacalista auspica che ci “sia la possibilità di ammortizzatori sociali anche per tutti gli altri lavoratori del gruppo dichiarati in esubero e che, per quanto riguarda Taranto, se si trovasse accordo, la Regione Puglia dia un importante contributo per avviare un percorso fattibile per la ricollocazione dei lavoratori, con particolare attenzione al tema della bonifica”.

“Abbiamo avuto conferma che 47 degli attuali 72 dipendenti diretti del sito ionico, per essere il nostro territorio rispetto a tutti gli altri riconosciuto come area industriale di crisi complessa – dice Vito Lincesso, segretario generale Filca Cisl Taranto Brindisi – potranno ottenere la concessione di dodici mesi di cassa integrazione straordinaria (cigs) e noi abbiamo anche insistito che a fruirne siano a rotazione tutti i 72 ma trovando resistenze da parte dell’azienda.”

Il confronto verrà ora trasferito in Regione Puglia dove, nel corso dell’ennesimo incontro già convocato dal presidente della task force Leo Caroli per il prossimo 1 dicembre, alle ore 14.30 a Bari, “si dovrebbe procedere alla sottoscrizione dell’accordo – aggiunge Lincesso – con il quale la stessa Regione si impegnerà alla ricollocazione di questa forza lavoro attraverso i centri per l’impiego, in tal modo consentendo la decorrenza della stessa cigs entro il corrente anno solare.”


A seguire, lunedì 5 dicembre tutte le parti si ritroveranno per l’ultima volta al Ministero del lavoro per sottoscrivere, anche con il Governo, l’accordo definitivo. Antonio Arcadio, segretario generale Fisascat Cisl Taranto Brindisi considera “non condivisibile la scelta del Ministeri del Lavoro e dello sviluppo economico di ignorare le rivendicazioni dei dipendenti dell’appalto pulizie civili e industriali, per i quali chiedevamo pari dignità con i lavoratori diretti di Cementir in tema di ammortizzatori sociali, ovvero la concessione della cigs anche per loro in caso, appunto, di parziale o totale chiusura dello stabilimento ionico.”


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