Cgil, Cisl, Uil: “Cis Taranto, progetti stralciati e somme mancanti. Serve chiarezza”

Cgil, Cisl, Uil: “Cis Taranto, progetti stralciati e somme mancanti. Serve chiarezza”

Una voce critica nei confronti del Tavolo istituzionale per Taranto riunitosi a Roma lo scorso 22 maggio. E’ quella dei segretari generali di Cgil, Cisl, Uil di Taranto rispettivamente Paolo Peluso, Antonio Castellucci e Giancarlo Turi. I sindacalisti formulano una serie di osservazioni rispetto ai lavori del Tavolo, alla programmazione degli interventi e alle risorse disponibili. Ecco cosa scrivono in un documento congiunto.


“Secondo un copione ormai collaudato – esordisce il documento – nella giornata di venerdì 22 maggio scorso, si è riunito in Roma, presso la Presidenza del Consiglio (Palazzo Chigi), il Tavolo Istituzionale Permanente per l’area di crisi di Taranto, presieduto dal Premier Conte a cui hanno partecipato: il Ministro per il Sud, Giuseppe Provenzano, il Sottosegretario del MIT, Salvatore Margiotta, il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Mario Turco, il Presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, il Commissario Straordinario alle Bonifiche, Vera Corbelli, oltre a tutta la componente territoriale istituzionale.



Si è trattato del secondo incontro plenario, dopo quello di insediamento del 5 marzo scorso, che è giunto a conclusione di una serie di riunioni tematiche condotte dal Sottosegretario Mario Turco in modalità ristretta, limitata cioè a componenti individuali del Tavolo. In assenza di documenti ufficiali (verbali) dell’attività svolta (sia informale che formale), le scriventi Organizzazioni Sindacali hanno potuto desumere le scarne informazioni
esclusivamente dalle notizie diffuse dalle Agenzie di Stampa”.

Secondo Cgil, Cisl, Uil di Taranto “dalla comparazione combinata tra gli esiti della vecchia programmazione, quella del triennio 2015/18, e la nuova, benché non ancora formalizzata, è emerso come i nuovi interventi superino abbondantemente le risorse disponibili, intendendo come tali quelle non avviate/in corso di riprogrammazione (10 in tutto). Più specificamente, da quanto appreso sulla Stampa, queste ammontano per valore a 105 milioni di euro. Rilevano, invece, come le somme necessarie per realizzare gli interventi deliberati richiedano un impegno finanziario di gran lunga superiori ai 140 milioni di euro. Calcolando come dopo le assegnazioni iniziali il fondo non è mai stato integrato, questo determina necessariamente un intervento su opere già programmate”.

“Nella sostanza – proseguono Peluso, Castellucci e Turi – evidenziano, di fatto, non solo un cambio di programmazione, ma una modifica anche di quella in essere che desta non poche perplessità. In essa sono comprese opere di vitale importanza per il territorio (Ospedale San Cataldo, interventi di bonifica e di riqualificazione dei quartieri Città Vecchia e Tamburi, sulle aree portuali, sull’Arsenale Militare, i 70 milioni di euro per l’acquisto delle attrezzature diagnostiche da destinare all’Asl Taranto che risultavano essere già disponibili da qualche anno) che non è dato comprendere se siano state interessate o meno dalla riprogrammazione. Più specificamente, appare incomprensibile l’aver stralciato le opere di rigenerazione urbana
programmate per il rilancio del Quartiere Tamburi nell’ottica della sostenibilità ambientale (foresta urbana, gli interventi sull’edilizia pubblica residenziale), che hanno rappresentato uno dei tratti qualificanti della programmazione dell’intero CIS”.


“Analoghe perplessità – prosegue il documento – destano gli interventi infrastrutturali in materia economico – produttiva (bonifica dello yard – Belleli, Agromed), ma anche quelli che attengono agli interventi in
materia dei presidi accademici (Dipartimento di Medicina), che non solo fuoriescono dal perimetro giuridico del Contratto Istituzionale di Sviluppo, ma che nella più assoluta autoreferenzialità, ignorano tutte le componenti del partenariato sociale ed economico al contrario da quanto riportato art.3 del DPCM del 03 febbraio 2020. La conclamata criticità del territorio ionico anche sotto il profilo occupazionale non trova alcun momento di interlocuzione con i lavoratori, né tanto meno una elaborazione di strategie
condivise, rimanendo nell’alveo delle semplici e probabili enunciazioni.
La parte relativa al lavoro che, negli intendimenti del CIS, avrebbe dovuto trovare ampio spazio al fine di dare risposte occupazionali (clausole sociali) per contenere gli effetti della crisi siderurgica, oggi, pur in presenza di una situazione ancor più critica, continua a non essere trattata. Per questi motivi, le segreterie territoriali daranno continuità all’iniziativa già avviata nei giorni scorsi con la condivisione dei Sindaci dell’area di crisi complessa, per chiarire e precisare gli aspetti ed il modus operandi relativi alla gestione ed alla partecipazione del Tavolo Istituzionale che deve avere occasioni di confronto e riscontro stabile con il territorio ionico”.


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