Chiasso e disagio inconscio, l’importanza di una buona acustica

Il rumore è spesso causa di disagio, soprattutto quando lo avvertiamo nei locali pubblici in cui vorremmo trovare tranquillità. Gli architetti Elisa D’Urso e Sabino Gisonda, ci spiegano l’importanza del relax acustico e quali interventi e accorgimenti architettonici porre in essere per migliorarlo.


“Col finire della stagione estiva, dobbiamo dire addio alle rilassanti e silenziose cene all’aperto nelle nostre splendide location pugliesi, circondati da ulivi e lanterne illuminate. Diamo il benvenuto, invece, alle serate trascorse nei ristoranti e nelle pizzerie cittadine in compagnia degli amici di sempre, desiderosi di rilassarsi e di staccare la spina dello stress settimanale.
Ma è sempre così? Come mai delle volte si torna a casa più stanchi di prima?



Si chiama “disagio inconscio” ed è quella spiacevole sensazione che avvertiamo quando siamo in un ambiente rumoroso. Ci sentiamo stanchi, stressati e dobbiamo parlare ad alta voce per poter comunicare con la persona che abbiamo accanto. Il tutto senza capirne il reale motivo. Quasi tutti pensano che il rumore presente nel locale sia da imputare esclusivamente alla presenza di un gran numero di persone, senza accorgersi che invece c’è un grave problema di acustica.

L’acustica è uno dei fattori sui quali i proprietari di ristoranti e pizzerie pongono molte volte scarsa attenzione, senza pensare che quando un cliente non si trova a proprio agio, a causa del rumore, tende a non tornare ed il personale stesso del locale, costretto per ore a lavorare in un ambiente rumoroso, manifesta una riduzione della produttività oltre che disaffezione e stress. Viviamo in un’epoca in cui siamo alla costante ricerca di una migliore qualità della vita, in qualunque ambiente frequentiamo, soprattutto i luoghi di ritrovo sociale. Inoltre, in un mondo estremamente social quale quello in cui viviamo, tale ricerca molto spesso si esprime attraverso canali di espressione delle proprie opinioni, concretizzandosi in recensioni alle volte estremamente negative e che generano un passaparola imprevedibile.

Locali spaziosi con pareti e soffitti completamente lisci e magari caratterizzati da ampie superfici vetrate rischiano di trasformarsi in una scatola di riverbero acustico insostenibile, ovvero un rimbombo di rumori provocati da piatti, voci, passi. Al contempo un soffitto a volta può causare riflessioni focalizzate e creare degli effetti acustici molto fastidiosi sia per i clienti sia per chi lavora nel locale.


Più spesso di quanto si creda, un semplicissimo intervento di correzione acustica può migliorare in maniera sostanziale la vivibilità di un ambiente chiuso, trasformandolo in un luogo estremamente confortevole e piacevole, in cui ritornare volentieri. Gli interventi di ripristino del comfort acustico possono essere eseguiti su queste superfici attraverso sistemi fonoassorbenti di diversa tipologia e caratteristiche. Un tempo tali sistemi erano esteticamente brutti e poco gradevoli e consistevano in elementi tecnici da mascherare con contropareti o da integrare nell’arredo in modo da non risultare impattanti.

Oggi invece le aziende propongono una vastità di soluzioni, esteticamente valide, facilmente integrabili in contesti già esistenti e che spesso si trasformano in veri e propri oggetto di design. Si può scegliere tra diverse varietà di forme, colori e funzioni: tendaggi, tappeti, rivestimenti a parete o a soffitto, controsoffitti e contropareti, elementi singoli a parete, a soffitto e self-standing, elementi da appendere 3D. Tuttavia, non è sufficiente acquistare qualche pannello fonoassorbente, sistemarlo a parete o a soffitto e pensare che il problema sia risolto. Al fine di evitare lo spreco di energie e di risorse economiche è sempre opportuno ricorrere ad un intervento “su misura” ad opera di esperti del settore, che studieranno la soluzione più efficace e adatta al caso specifico”.
Arch. Elisa D’Urso
Arch. Sabino Gisonda


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