CHIUDE TORIO, un’altra saracinesca va giù nel BORGO DI TARANTO

CHIUDE TORIO, un’altra saracinesca va giù  nel BORGO DI TARANTO

Chiude Torio dopo 60 anni e migliaia di 'buongiorno' sul marciapiedi di via Berardi diventano un lieto ricordo.

Il pezzo di Claudio Frascella e’ la proiezione in lettere del decadimento tarantino, del crollo di qualsiasi velleità di ripresa, della vanagloria di una appartenenza minata dal tempo e dei tempi che viviamo, da una politica che si occupa dei suoi precari equilibri di gestione del potere spicciolo, di briciole e resti della spesa, e che non legge ciò che accade agli angoli delle strade che attorno si spopolano.
Accade a Taranto e forse non solo a Taranto.
Ma qui (come annuncia stamattina Quotidiano) si abbassa l’ennesima saracinesca storica del Borgo che fu di re Umberto e oggi non si sa più cosa sia, di chi sia, di cosa tratti dal punto di vista urbanistico e civico. E cosa sarà di noi tarantini in questo oblio perpetuo che somiglia ad un pantano dal quale uscire sarà mestiere difficile.
Chiude Torio e con lui il ricordo chic dei tarantini che passeggiavano in via d’Aquino con la busta griffata e le scarpe ancora nello scatolo, appena comprate. Ma già ostentate.
Chiude Torio dopo 60 anni e migliaia di ‘buongiorno’ sul marciapiedi di via Berardi diventano un lieto ricordo.
Sorriso gentile, commerciante di un tempo, di quelli che ringraziavano solo perché ci entravi nel suo esercizio per dare uno sguardo.
Chiude Torio di fronte ad un negozio cinese che ha soppiantato Gigante.
Qui via Berardi muore nel Borgo che vacilla, nella città dove il sindaco azzera di nuovo una Giunta incapace di pensare un altro futuro.
Torio faceva le scarpe al Taranto nei tempi d’oro della B.
Oggi è il giorno buono per la malinconia.



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