“Ci incateniamo a Montecitorio per Taranto”, ma è solo un pesce d’aprile

“Ci incateniamo a Montecitorio per Taranto”, ma è solo un pesce d’aprile

Parlamentari ionici del Movimento 5 stelle pronti ad incatenarsi davanti a Montecitorio, ad avviare lo sciopero della fame ed a confluire nel gruppo misto in segno di protesta contro le politiche del Governo sull’emergenza ambientale di Taranto e come atto simbolico di vicinanza alla città. Tutto ciò a partire dal lunedì, 1 aprile.


Sembra il più classico dei “pesci d’aprile” quello consumato ai danni della pattuglia di parlamentari pentastellati. Nella tarda mattinata di sabato in redazione è giunta una mail da un account apparentemente intestato a Giovanni Vianello, uno dei deputati a cinque stelle eletti in provincia di Taranto. La breve nota stampa, firmata “gli amici di Beppe Grillo Taranto”, oltre ad elencare le iniziative dell’1 aprile, contiene una dichiarazione di fuoco contro la cosiddetta “immunità penale” concessa ad ArcelorMittal e soprattutto il richiamo alle promesse elettorali in ordine alla chiusura del centro siderurgico ed alla conversione economica del territorio.



Una burla dal chiaro sapore politico perchè i contenuti della falsa mail ricalcano le accuse e le contestazioni rivolte ai deputati ed ai senatori pentastellati di Taranto. Clamoroso è l’episodio dello scorso 17 febbraio, in un albergo cittadino, balzato agli onori delle cronache politiche nazionali. Dopo pochi minuti, l’ufficio stampa dell’on. Giovanni Vianello ha smentito il contenuto della mail farlocca. Pesce d’aprile… ma non troppo!

 

 

 


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