CITTA’ PROIBITA: LA GRANDE  BELLEZZA NEGATA

La maggior parte dei tarantini non ha mai avuto il piacere di visitare locali, e gustarsi il panorama possibile, del circolo Ufficiali della Marina Militare.

 Così come non ha mai messo piede nella città proibita delimitata da un orrendo muro alto quasi dieci metri (arsenale), stabilimento di fine Ottocento sul mar piccolo, un gioiello dell’industria navale.
La maggior parte dei tarantini non conosce l’affaccio a mare della Saram, i viali verdi dell’ospedale militare, non ha mai calpestato le spiagge dei graduati, non sa come sia bello
Il mar grande visto oltre il nuovo muro, quello che porta alla base NATO di Chiapparo.
La
Maggior parte dei tarantini non può vivere la propria terra. Non ha mai potuto farlo pienamente.
Oggi per mestiere siamo stati nel
Circolo Ufficiali della Marina, solitamente vissuto da rotariani o frequentatori dei salotti militari (convegni e congressi raramente aprono al pubblico).
Si tratta di porzioni di territorio.
Non sarebbe un peccato se la Difesa aprisse alla città, periodocamente, consentendo a quella Civile di incontrare quella Militare. Condividendo questa grande bellezza negata da un secolo, si potrebbe consentire la visita come sei fa nei musei.
Piaccia o no, sono pezzi di storia italiana con residenza a Taranto.
Lo ha fatto il Vaticano nei Spalancando i cancelli del Palazzo Apostolico e delle ville di Castelgandolfo.
Lo ha fatto il Quirinale ormai da venti anni.
La Difesa apra un varco per accogliere chi la ospita da 100 anni.
Anzi di più.
(adl)



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