Cittadella della Giustizia, 70 milioni per accorpare tutti gli uffici a Paolo VI

Cittadella della Giustizia, 70 milioni  per accorpare tutti gli uffici a Paolo VI

Nei primissimi anni del Duemila, tra i cinque project financing presentati dall’allora Giunta Di Bello (assessore ai lavori Pubblici, Condemi) c’era anche la costruzione della Cittadella della Giustizia, nei pressi dell’area che adesso ospita la Corte d’Appello. Per la cronaca, gli altri progetti di finanza riguardarono la piscina di via Bruno, il cimitero di Talsano e altri due proposte che non andarono a buon fine (oltre la Cittadella della Giustizia): un mega silos parcheggio e la cittadella dello sport in zona Ricciardi.


Tornando al tema Giustizia, si riparla della Cittadella e ci sono 70 milioni a disposizione per realizzarla. Del resto, è immutata l’esigenza espressa allora: liberare Via Marche, razionalizzare spazi e servizi, accorpare Tribunali e Procura in una struttura moderna ed efficente, sempre a Paolo VI. Se n’è discusso ieri a Palazzo di Città in videoconferenza con il sottosegretario alla Giustizia onorevole Giorgis, con il capo dipartimento del Ministero della Giustizia e con i vertici degli uffici giudiziari di Lecce e Taranto, alla presenza dell’assessore Ubaldo Occhinegro, del Dirigente all’Urbanistica Mimmo Netti.



“Si é discusso della sottoscrizione del Protocollo di intesa tra enti che porterà alla realizzazione della Cittadella della Giustizia nel quartiere Paolo VI grazie ad un finanziamento ministeriale di 70 milioni di euro, immediatamente disponibili – si legge nella nota del Comune di Taranto – La Cittadella accorperà tutte le strutture giudiziarie attualmente dislocate nella città, ottimizzando gli spazi e implementandone la funzionalità.

«Il progetto della nuova Cittadella della Giustizia – le parole dell’assessore Occhinegro – si inquadra nel più grande piano di riqualificazione delle periferie e di implementazione dei servizi e delle infrastrutture urbane della città. Sarà un nuovo motore propulsivo per il quartiere Paolo VI e consentirà di recuperare nuovi spazi in città che potranno essere riqualificati e rifunzionalizzati».


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