Clima, città a rischio. Rapporto di Legambiente

Clima, città a rischio. Rapporto di Legambiente

Le aree urbane sono al centro del rapporto 2019 dell’Osservatorio di Legambiente sull’impatto dei mutamenti climatici in Italia, un dossier presentato a Roma intitolato “Il clima è già cambiato” (in coda a questo articolo la versione integrale, ndr), come purtroppo dimostrano le inondazioni dei giorni scorsi a Venezia, Matera e Pisa e gli eventi meteorologici estremi che si sono abbattuti su molti territori e che colpiscono la penisola con sempre maggiore frequenza.


Le città sono l’ambito più a rischio per le conseguenze dei cambiamenti climatici, perché è lì che vive la maggior parte della popolazione mondiale e perché episodi di piogge, trombe d’aria ed ondate di calore vi hanno ormai assunto proporzioni crescenti e destinate ad aumentare, insieme alle stime dei danni che possono provocare. L’Osservatorio di Legambiente Cittàclima, realizzato in collaborazione con il Gruppo Unipol, ha l’obiettivo di raccogliere e mappare le informazioni sui danni provocati in Italia dai fenomeni climatici, di contribuire ad analisi e approfondimenti che riguardano le città e il territorio italiano, oltre a condividere analisi e studi internazionali e esperienze di piani e progetti di città, paesi, Regioni. L’esatta conoscenza delle zone urbane a maggior rischio sia rispetto alle piogge che alle ondate di calore è fondamentale per salvare vite umane e limitare i danni. In modo da pianificare e ottimizzare gli interventi durante le emergenze e per indirizzare l’assistenza, ma anche per realizzare interventi di adattamento che favoriscano l’utilizzo dell’acqua, della biodiversità, delle ombre per ridurre l’impatto delle temperature estreme negli spazi pubblici e nelle abitazioni.



Dal 2010 ad oggi, sono 563 gli eventi registrati sulla pappa del rischio climatico, con 350 Comuni in cui sono avvenuti impatti rilevanti. Nel 2018, il nostro paese è stato colpito da 148 eventi estremi, che hanno causato 32 vittime e oltre 4.500 sfollati, un bilancio di molto superiore alla media calcolata negli ultimi cinque anni. Dal 2014 al 2018 le sole inondazioni hanno provocato in Italia la morte di 68 persone.

Alla presentazione del rapporto di Legambiente ha preso parte anche l’assessore all’Ambiente del Comune di Taranto Anna Tacente che, informa una nota stampa di Palazzo di città, “ha assunto contatti con il vice presidente nazionale di Legambiente Edoardo Zanchini per rafforzare il proprio ruolo di protagonista di scelte innovative e di prospettiva ecosostenibile urbana nello scenario nazionale”. Il Comune di Taranto ha documentato il suo impegno in tal senso con atti concreti. Il riferimento è all’atto di indirizzo del 10 ottobre scorso “assunto con delibera della Giunta n. 255/2019, di adesione all’iniziativa proposta da Legambiente sulla Dichiarazione di emergenza climatica ed ambientale, riconoscendo cosi al tema dei cambiamenti climatici priorità di azione e di agenda politica. Con tale delibera il Comune di Taranto si è impegnato a sviluppare condotte adeguate a rispondere ai cambiamenti climatici, sia attraverso azioni di pianificazione integrata urbana in grado di diffondere l’utilizzo delle fonti rinnovabili, dell’efficienza energetica in edilizia e nella mobilità sostenibile, sia attraverso il coinvolgimento della popolazione in azioni di contrasto al riscaldamento globale”.

“La sfida ai cambiamenti climatici – prosegue la nota del Comune di Taranto – se ben guidata, può dunque rappresentare una opportunità di riqualificazione e sviluppo sostenibile per il territorio e per migliorare la qualità di vita dei cittadini. In questa logica di sistema il Comune di Taranto prosegue nel programma assunto con la delibera n. 179 del 24 luglio 2019 relativa all’ ecosistema Taranto “Strategia di transizione ecologica economica ed energetica di Taranto resilient city”, con la quale l’amministrazione comunale ha avviato una serie di articolati provvedimenti finalizzati alla concreta realizzazione anche sul territorio di Taranto della transizione ecologica e degli obiettivi previsti dell’agenda 2030 dell’ONU. In tale contesto amministrativo, l’Amministrazione intende proseguire nel percorso già proficuamente avviato di coinvolgimento dei cittadini di Taranto che possono dare un contributo essenziale, attraverso proposte concrete, ad un progetto di ampio respiro per il bene comune”.


Il-Clima-è-già-cambiato-2019


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