Coltivazione cozze, in Puglia parte la riclassificazione delle acque

Coltivazione cozze, in Puglia parte la riclassificazione delle acque

La molluschicoltura è un settore di notevole importanza per l’economia pugliese. L’allevamento e la raccolta di molluschi bivalvi pone la Puglia al terzo posto a livello nazionale, dopo Emilia Romagna e Veneto.


Nel 2016 la quantità totale di prodotto ammontava a oltre 10.000 tonnellate. L’importanza di questa filiera nell’economia regionale è amplificata dalla tipologia delle imprese coinvolte, costituite prevalentemente da aziende di piccole o medie dimensioni, spesso a conduzione familiare.



LE AREE A MAGGIORE VOCAZIONE

Questo comporta che la capacità produttiva delle stesse, sia in termini quantitativi che qualitativi, abbia un impatto notevole sul tessuto sociale di alcune zone particolarmente dedite a tale attività: Taranto, comuni del Nord Gargano.

L’Agenzia regionale per la Prevenzione e la Protezione dell’Ambiente della Puglia (Arpa) e l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Puglia e Basilicata (Izspb), hanno firmato una convenzione per l’avvio del progetto finanziato dalla Regione Puglia, in merito alla riclassificazione delle acque costiere destinate alla molluschicoltura e all’acquacoltura.

In base alla legislazione comunitaria, infatti, le aree dove i molluschi bivalvi sono allevati o raccolti devono essere valutate e autorizzate (Classificate) dall’Autorità regionale competente in materia sanitaria.


Le cozze di Taranto

Si prendono in considerazione alcuni parametri microbiologici, bio-tossicologici e chimici, al fine di assicurare per la tutela del consumatore la salubrità delle produzioni. Le stesse aree sono poi costantemente
monitorate e rivalutate periodicamente (Riclassificazione), per confermare
la loro idoneità allo sfruttamento per l’allevamento e la raccolta di molluschi bivalvi.

Tale attività è indispensabile per assicurare la continuità delle produzioni e della successiva commercializzazione dei prodotti. Tecnicamente, preliminarmente alla valutazione di parametri analitici su campioni di
molluschi bivalvi, è prevista un’indagine sanitaria.

Questa attività è volta ad individuare le fonti di inquinamento di origine umana o animale che insistono su ciascuna zona oggetto di indagine. Viene valutata, infatti, la circolazione degli inquinanti e la loro reale incidenza nella zona. L’esame considera le variazioni stagionali della popolazione umana ed animale, delle precipitazioni, dell’andamento delle correnti, della batimetria e del ciclo delle maree.

IL PIANO DI RICLASSIFICAZIONE DELLE ACQUE

In tale ottica la Regione Puglia con Dgr n.2014 dell’11 novembre 2019, ha dato mandato all’Arpa Puglia e all’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Puglia e Basilicata di provvedere alla preparazione e all’esecuzione di un Piano di riclassificazione delle acque destinate alla molluschicoltura, già autorizzate con precedenti delibere regionali.

Il piano sarà predisposto secondo quanto stabilito dalla legislazione dell’Unione Europea e nazionale. Prevede preliminarmente un’indagine sanitaria per individuare le fonti di inquinamento di origine umana o animale che insistono sulla zona in questione.

Nella fase successiva, nei punti di maggior rischio devono essere eseguiti opportuni campionamenti per la valutazione analitica dei parametri di sicurezza.

Le risultanze di tale attività saranno utili al comparto della molluschicoltura non solo per consolidare ma anche per potenziare le produzioni locali.

Al termine delle attività previste dal piano di campionamento i risultati ottenuti saranno utilizzati al fine della riclassificazione delle acque destinate alla molluschicoltura, ai sensi dei Regolamenti CE n. 853 e 854 del 2004, consentendo così la piena attuazione della normativa di settore.


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