I commissari Ilva in audizione in Parlamento. Segui la diretta

I commissari Ilva in audizione in Parlamento. Segui la diretta

Segui con La Ringhiera la diretta web dell’audizione dei commissari dell’Ilva dinanzi alla Commissione Attività produttive. L’incontro verte su “Prospettive del Gruppo Ilva e sviluppi dell’operazione di trasferimento dei complessi aziendali facenti capo a Ilva Spa e ad altre società del medesimo gruppo”.


Piero Gnudi, Corrado Carruba ed Enrico Laghi dovranno spiegare come procede la procedura di cessione del gruppo siderurgico e soprattutto spiegare chi sono gli acquirenti e quali garanzie produttive, finanziarie ed occupazionali sono in grado di offrire. Come previsto dal nono decreto recentemente convertito in legge, la procedura dovrà concludersi entro il 30 giugno 2016. Delle 29 offerte iniziali pervenute lo scorso 10 febbraio, 19 hanno ricevuto subito il disco verde, ad altre sei è stata richiesta l’integrazione della documentazione prodotta. Sta per entrare nel vivo, quindi, la due diligence che prevede l’accesso alla data room, ai siti produttivi del Gruppo e alla management presentation organizzata da Rothschild, global advisor dell’operazione. Al termine i soggetti ammessi saranno chiamati a presentare le offerte vincolanti, sulla base delle quali si potrà pervenire al perfezionamento dell’operazione, mediante cessione o concessione in affitto, con opzione d’acquisto, dei complessi aziendali delle Società in Amministrazione Straordinaria.



Tra le società che si sono fatte avanti per comprare l’Ilva molte hanno una situazione finanziaria poco rassicurante. L’argomento è oggetto di un servizio del settimanale L’Espresso che svela le difficoltà dell’acciaio tricolore e mondiale. Non se la passa per niente bene il gigante Franco-Indiano Arcelor Mittal che ha chiuso il 2015 con quasi otto miliardi di dollari di perdite ed ha visto il fatturato ridursi da quasi 80 miliardi del 2014 a 63 dello scorso anno. L’esposizione debitoria è di oltre 15 miliardi di dollari. Non va meglio in Italia. Marcegaglia nel 2014 ha perso 36,5 milioni di euro ed ha un indebitamento di 1,5 miliardi oggetto di un piano di ristrutturazione. Arvedi ha chiuso con un utile di 15,8 milioni di euro ma ha debiti per 800 milioni. Insomma, le premesse non sono le migliori.


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