Elezioni Taranto: Sebastio, Nume, Matacchiera e i Verdi verso la diaspora ambientalista?

Elezioni Taranto: Sebastio, Nume, Matacchiera e i Verdi verso la diaspora ambientalista?

Tasta il polso dei social, Fabio Matacchiera.


Stamattina, poche righe per dire che ci sta seriamente pensando, che l’annuncio sarà dato in piazza e che la decisione finale sarà subordinata alla stessa affluenza di pubblico.



Matacchiera è così, uomo di pancia. Istintivo, lo stesso istinto che trentatré anni fa al Tursport (nella domenica in cui il Taranto di Chimenti e Formoso batteva il Bari di Galluzzo e Messina) gli consentì di strappare ad un barese il record delle 24 ore di nuoto in piscina.

Matacchiera è ambientalista di lungo corso, le sue battaglie pubbliche cominciano negli Anni Novanta (la più nota quella ingaggiata con l’allora responsabile del dipartimento di prevenzione, Virtù). Era il tempo di caretta Caretta, uno dei primi avamposti di sentinelle del mare e della salute. Segue  – tra le altre – la denuncia riguardante la rottura della condotta sottomarina (impianto depurazione acque fognarie), la traversata del Mar Grande, ovviamente la questione Ilva, la controversa e articolata stagione di Altamarea, l’alleanza su obiettivo stretta con Marescotti, il successivo distacco, la dichiarata idiosincrasia con il sistema politico, le denunce video sulle emissioni Ilva. Battaglie col tempo divenute sempre più personali, isolate dal contesto generale dell’ambientalismo organizzato.

Da circa un anno, ecco i propositi di candidatura a sindaco. Sempre accennati, sussurri Fb conditi da posizioni drastiche su ordine, pulizia, legalità, decoro, questione immigrazione.. alcune delle quali che fanno discutere (tra favorevoli e contrari, come ovvio che sia. Ci torneremo…nel caso).


Da stamane, il post che invita ad un appuntamento in piazza ancora da fissare e l’annuncio quasi perentorio della discesa in campo nelle comunali di maggio, a Taranto.

Il post di Fabio Matacchiera, pubblicato stamattina su Fb

Il post di Fabio Matacchiera, pubblicato stamattina su Fb

 

Matacchiera punta ad un elettorato trasversale, tradizionalmente collocabile da destra a sinistra. Fili conduttori, l’ambiente e la salute. Ambito e scopo che potrebbero sovrapporsi a quelli dell’ex procuratore Sebastio e del presidente dell’Ordine dei Medici, Nume. Personalità delle professioni che a Taranto rischieranno di parlare la stessa lingua, rivolgendosi allo stesso mondo, usando la stessa sintassi per gli stessi uditori: i delusi di Stefàno, la sinistra che tenta il ricompattamento almeno nelle urne, il civismo culturale, gli orfani del centrodestra, e perché no ex citiani (magari non proprio i  fedelissimi)  stanchi di vivere una protesta fine a se stessa che si protrae da quasi 30 anni. I Verdi faranno gara a sé…   con Emiliano che certo, da Bari, non sta a guardare.

Sulla sponda anti veleno, insomma, c’è un evidente rischio di sovrapposizione e disarticolazione del consenso. E siamo solo a tre ipotesi. E’ ancora l’inizio… senza dimenticare il Movimento Cinque Stelle che sta già lavorando alla stesura di lista e programmi. E che sul veleno targato Ilva ha posizioni molto nette e senza appelli.

 

 

 

 


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