Copertura parchi minerali Ilva, ecco il “colosso” di Taranto

Copertura parchi minerali Ilva, ecco il “colosso” di Taranto

E’ stata chiesta per anni. Sembrava un impresa impossibile, anzi in passato, a qualcuno ha fatto comodo farla passare così. Oggi la copertura degli immensi parchi minerali dell’Ilva di Taranto, entra nella fase attuativa. Sarà ultimata in 24 mesi, questo l’impegno dell’ing. Luigi Cimolai, presidente dell’omonimo Gruppo friulano che eseguirà i lavori di un’opera imponente e unica al mondo. Un investimento di 300 milioni circa per un intervento agognato, una delle prescrizioni contemplate nell’Autorizzazione integrata ambientale dell’Ilva.


Sarà un’opera ciclopica che cambierà lo skyline di Taranto. Il profilo della città non sarà più lo stesso, l’impatto visivo sarà forte e anche la scelta del colore per gli enormi capannoni dovrà seguire criteri precisi. Un intervento di alta ingengeria affidato ad un’impresa che vanta un’esperienza in campo internazionale: dalla copertura della centrale nucleare di Chernobyl, ad un nuovo grattacielo nel cuore di New York, fino al futuristico stadio Al Bayat-Al Khor in Qatar. Il cantiere funzionale è stato avviato oggi in adempimento degli impegni assunti dall’Ilva in Amministrazione Straordinaria su indicazione del Ministro dello Sviluppo Economico e in condivisione con  AMInvestCo Italy. “I lavori – ha spiegato l’azienda – verranno realizzati sulla base del progetto già approvato e appaltato dall’Amministrazione Straordinaria, permetteranno la soluzione allo spolveramento entro il 2020. I cantieri riguarderanno i lavori di copertura del Parco Minerale e del Parco Fossile. Ogni struttura, una volta completata, avrà una lunghezza di 700 metri e una larghezza pari a 254 metri”.



I PARTICOLARI TECNICI – Le costruzioni che copriranno il Parco Minerale e il Parco Fossile saranno composte, Rispettivamente, da 53 e 56 arcate. Ogni arcata avrà un’altezza esterna di 77 metri e interna di 67 metri per consentire il movimento delle macchine bivalenti che sono alte 40-45 metri e vengono utilizzate per prelevare le materie prime stoccate all’interno dei parchi e destinate al ciclo produttivo. Per la realizzazione saranno utilizzate 60 mila tonnellate di acciaio, 200 mila metri cubi di calcestruzzo, 10 mila tonnellate di armature e 24 mila metri di pali di fondazione, per un totale di 700 mila metri quadrati di copertura. Ogni parco coprirà una superfice pari a 28 campi da calcio. La copertura modulare sarà suddivisa in due fasi che prevedono rispettivamente: la copertura delle aree del Parco Minerale in 24 mesi a partire da oggi e la copertura delle aree del Parco Fossile in 24 mesi a partire da giugno 2018, con la rimozione del materiale polverulento dalle aree non utilizzate. Fonti vicine all’Ilva spiegano inoltre che “è in via di realizzazione un sistema di pompaggio e trattamento dell’acqua di falda al fine di evitare alcun impatto ambientale collegato all’attività dei parchi. È stata inoltre già effettuata un’attività di caratterizzazione e bonifica delle matrici di suolo al di sotto dell’area dei parchi primari ed attualmente non è più presente alcun inquinamento”.

In via preliminare verranno coperte le zone dei parchi più vicine al quartiere Tamburi per poi proseguire lungo il resto dell’area prevista. La verifica della geometria strutturale dell’opera è stata effettuata tramite misurazioni, all’interno della “galleria del vento”, di azioni aerodinamiche su un modello in scala rappresentante la costruzione e l’ambiente circostante.
Entrambe le strutture saranno dotate di impianti tecnologici importanti per la sicurezza come: il sistema di illuminazione ordinario e di sicurezza, il sistema di nebulizzazione e ventilazione naturale, il sistema di segnalazione per ostacoli volanti, il rilevamento e segnalazione incendi per l’edificio e per le macchine bivalenti, il sistema di gestione dell’illuminazione e una nuova centrale elettrica per l’alimentazione dedicata dei nuovi impianti. Per quanto riguarda i parchi fossili, in aggiunta ai sistemi sopra citati saranno attivi anche i sistemi antincendio e di rilevazione incendio con termocamere, il sistema di rilevamento e monitoraggio gas e un sistema di rilevamento e spegnimento automatico degli incendi più complessi.
L’investimento complessivo per la realizzazione dell’opera è di circa 300 milioni di euro, con oneri che saranno interamente a carico dell’investitore AM Investco, come previsto nel contratto sottoscritto con i Commissari Straordinari.

La copertura avrà una lunghezza di 700 metri, è suddivisa in tre blocchi per il Parco Minerale e sette per il parco Fossile chiamati “moduli”, giunti di dilatazione longitudinale posizionati in corrispondenza dell’interruzione dei singoli moduli.
La struttura dell’edificio è costituita da una sequenza di archi reticolari, n°53 per il Parco Minerale e n°56 per il Parco Fossile, ciascuno dei quali di luce pari a 254 m, posizionati a un interasse di 14 m, con eccezione degli archi in prossimità del giunto di dilatazione, dove il passo si riduce in modo da garantire un giunto tecnico. Completano la struttura, le facciate realizzate alle due estremità della copertura e collegate agli archi principali tramite giunti di dilatazione. Ciascuna facciata è provvista di 2 portoni di altezza pari a circa 45 m che consentiranno la fuoriuscita delle macchine bivalenti in occasione degli interventi di manutenzione. Ecco la presentazione del progetto.


Presentazione Progetto Copertura Parchi


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