Coronavirus: 5000 in cassa integrazione. Annuncio di Arcelor Mittal a Taranto

Coronavirus: 5000 in cassa integrazione. Annuncio di Arcelor Mittal a Taranto

Si è svolto stamattina l’incontro tra la direzione di Arcelor Mittal e le segreterie provinciali di Fim, Fiom, Uilm, Usb ed Ugl, sulle misure anti coronavirus nello stabilimento di Taranto. In fabbrica sono mediamente presenti 3600/3800 lavoratori, così distribuiti nei tre turni: 1 turno 2100, 2 turno 800/900, 3 turno 450/500. Sono state programmate le fermate di AFO/2, prevista il 20/03, e di ACC/1, prevista il 23/03.


Sono in arrivo le maschere ABEKP3, inoltre, lunedì arriveranno ulteriori 12000 mascherine che, a differenza dell’ultimo approvvigionamento in cui è stato necessario dirottarle verso il sistema sanitario pubblico, saranno destinate al personale ArcelorMittal. L’azienda ha comunicato che procederà all’interruzione della procedura di proroga della CIGO è attiverà la cassa integrazione, così come previsto dal decreto-legge sulla sospensione dei licenziamenti, utilizzo degli ammortizzatori sociali, congedi, sostegni al reddito, per il contenimento della diffusione e contagio da covid-19.



In una nota stampa Giuseppe Romano e Francesco Brigati della Fiom Cgil evidenziano “ancora criticità in relazione alla pulizia degli spogliatoi, dei refettori e dei pulpiti, abbiamo, pertanto, chiesto di implementare il servizio di pulizia e sanificazione. In riferimento alla rilevazione della temperatura corporea l’azienda ha comunicato che, ad oggi, non ci sono stati lavoratori con temperatura corporea pari o superiore a 37,5”. Lunedì prossimo è previsto un focus con RSU dell’area Acciaieria e martedì 24 marzo nuovo aggiornamento con le segreterie provinciali. “Come Fiom Cgil continueremo a monitorare e segnalare situazioni di rischio che potrebbero verificarsi in merito al contagio da Covid -19”.

Usb Taranto sottolinea, invece, la richiesta di Arcelor Mittal di cassa integrazione per 5.000 lavoratori. “Presumibilmente si partirà dall’1 aprile – spiega il coordinatore provinciale Francesco Rizzo – Usb aveva chiesto la copertura integrale per tutti degli ammortizzatori sociali. A fronte della richiesta avanzata dal nostro sindacato, l’azienda si è detta disponibile a farsi carico dei numeri aggiuntivi ai 5.000. Diversi incontri già programmati tra oggi e lunedì con le ditte dell’appalto. Con quasi tutte si è convenuto di chiedere la cassa integrazione per la totalità dei lavoratori, ipotizzando all’inizio l’attivazione per una percentuale che va dal 30 al 40%, per poi estenderla alla restante parte”.

Usb riferisce anche della decisione di Mittal di “gestire il lavoro attraverso le comandate allargate, non concordate col sindacato ma, secondo quanto dichiarato dall’azienda, con il custode giudiziale”. A tal proposito Rizzo chiede “un incontro chiarificatore proprio all’ingegnere Barbara Valenzano. Conoscendola ritengo poco credibile la possibilità che abbia accettato un’operazione di questo tipo, ma attendiamo un incontro per chiarire questo punto e per chiedere inoltre aggiornamenti sulla possibilità che Arcelor Mittal abbia stilato, pur non avendo ancora presentato nulla alle organizzazioni sindacali, un programma in merito alla procedura d’emergenza rispetto al problema rappresentato dal Covid-19, nel caso in cui la situazione dovesse peggiorare ulteriormente”.


Anche la Fim Cisl in una nota stampa fa sapere di aver sollecitato di “diminuire le attività e di conseguenza la presenza dei lavoratori in azienda. Si conferma la fermata di Afo 2, verranno effettuate le ultime operazioni nel turno di notte di oggi così come concordato con il custode giudiziario. L’acciaieria 1 si fermerà nella giornata di lunedì per consentire le operazioni di messa in sicurezza ed effettuerà l’ultima colata nel secondo turno”.


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