Covid, cosa faccio in caso di sintomi? Le risposte dell’Asl alle domande più frequenti

Covid, cosa faccio in caso di sintomi? Le risposte dell’Asl alle domande più frequenti

Di seguito, ecco le FAQ COVID: sono state compilate a cura del Dipartimento di Prevenzione ASL Taranto, aggiornate due giorni fa (fonte testo Asl Taranto):


1. Cosa sono e a cosa servono l’isolamento e quarantena? Cosa succede se esco di casa?



Quarantena e isolamento sono fondamentali misure di salute pubblica attuate per evitare l’insorgenza di ulteriori casi secondari dovuti a trasmissione di SARS-CoV-2 e per evitare di sovraccaricare il sistema ospedaliero.

L’isolamento si applica ai casi confermati SARS-CoV-2 (“positivi al tampone”), la quarantena ai contatti stretti dei positivi (vedi n. 3). Le precauzioni da adottare in caso di quarantena/isolamento sono disponibili tra i documenti allegati in fondo alla pagina.

In entrambi i casi, per i soggetti in isolamento/quarantena è tassativamente vietato uscire di casa o ricevere visite, salvo situazioni di comprovata necessità come l’accesso a prestazioni sanitarie urgenti e indifferibili (es. dialisi, terapie salvavita, ricovero ospedaliero).


Le Forze di polizia verificano l’elenco dei soggetti in isolamento/quarantena ed eseguono controlli a campione presso i domicili indicati o per le strade per verificare che tali provvedimenti siano rispettati.

La violazione dei provvedimenti di isolamento e quarantena è un reato ed è perseguibile penalmente.

2. Sono positivo al tampone per la ricerca di SARS-CoV-2, che cosa devo fare? Quanto dura il periodo di isolamento? Devo rifare il test?

In attesa di essere contattato dal Dipartimento di Prevenzione per il contact tracing (vedi n. 3) e i provvedimenti formali (vedi n. 1), che arriveranno tramite mail, deve avvertire il suo medico curante e restare in isolamento presso il suo domicilio. Allo stesso modo, i suoi conviventi devono restare in quarantena in quanto “contatti stretti” (vedi n. 4).

Le date del periodo di isolamento e di eventuali tamponi di controllo sono specificate nella comunicazione inviata dal Dipartimento di Prevenzione. In ogni caso, a prescindere dall’esito del tampone di controllo, trascorsi 21 giorni dall’inizio dei sintomi o dal primo tampone positivo, il periodo di isolamento può considerarsi concluso senza ulteriori tamponi o altre comunicazioni da parte del Dipartimento. Tutto ciò è valido in assenza di sintomi da almeno 7 giorni (fatta eccezione per la perdita di gusto e olfatto che possono durare per diverso tempo dopo la guarigione); se invece la sintomatologia dovesse persistere, il suo Medico di Medicina Generale/Pediatra di Libera Scelta le saprà dare le indicazioni più opportune in merito al prolungamento dell’isolamento fino a 7 giorni dalla fine dei sintomi.

Per il certificato INPS lavorativo, deve far riferimento al suo medico di medicina generale, l’unico in grado di accedere al sistema telematico (vedi n. 9).

3. Che cos’è il contact tracing (tracciamento dei contatti)? Qual è la definizione di “contatto stretto”?

Per contact tracing (tracciamento dei contatti) si intende l’attività di ricerca e gestione dei contatti di un caso confermato COVID-19. Si tratta di un’azione di sanità pubblica essenziale per combattere l’epidemia in corso. Identificare e gestire i contatti dei casi confermati di COVID-19 permette di individuare e isolare rapidamente gli eventuali casi secondari e interrompere così la catena di trasmissione.

Il “contatto stretto” (esposizione ad alto rischio) di un caso confermato è definito come:

  • una persona che vive nella stessa casa di un caso COVID-19
  • una persona che ha avuto un contatto fisico diretto con un caso COVID-19 (es. la stretta di mano)
  • una persona che ha avuto un contatto diretto non protetto con le secrezioni di un caso COVID-19 (es. toccare a mani nude fazzoletti di carta usati)
  • una persona che ha avuto un contatto diretto (faccia a faccia) con un caso COVID-19, a distanza minore di 2 metri e di almeno 15 minuti
  • una persona che si è trovata in un ambiente chiuso (es. aula, sala riunioni, sala d’attesa dell’ospedale) con un caso COVID-19 in assenza di dispositivi di protezione idonei (mascherine, guanti, etc.)
  • un operatore sanitario o altra persona che fornisce assistenza diretta ad un caso COVID-19 oppure personale di laboratorio addetto alla manipolazione di campioni di un caso COVID-19 senza l’impiego dei DPI raccomandati o mediante l’utilizzo di DPI non idonei
  • una persona che ha viaggiato seduta in treno, aereo o qualsiasi altro mezzo di trasporto entro due posti in qualsiasi direzione rispetto a un caso COVID-19; sono contatti stretti anche i compagni di viaggio e il personale addetto alla sezione dell’aereo/treno dove il caso indice era seduto.

4. Sono stato identificato come un contatto stretto di positivo SARS-CoV-2, che cosa devo fare? Quanto dura il periodo di quarantena? Farò il tampone?

Se è stato individuato come contatto stretto, in attesa dei provvedimenti formali (vedi n. 1) da parte del Dipartimento di Prevenzione, che arriveranno tramite mail, deve avvertire il suo medico curante e restare in quarantena presso il suo domicilio.

I suoi familiari, se non hanno avuto contatto diretto col positivo, non sono in quarantena, in quanto “contatti di contatto”.

Le date del periodo di quarantena e di eventuali tamponi sono specificate nella comunicazione inviata dal Dipartimento di Prevenzione.

Se vive nella stessa abitazione del caso confermato, le date di eventuali tamponi e della fine della quarantena sono le stesse di quelle del soggetto positivo con cui vive, salvo il caso in cui dovesse a sua volta diventare positivo (vedi n. 2).

Se invece non vive nella stessa abitazione del positivo, trascorsi 14 giorni dall’ultimo contatto il periodo di quarantena può considerarsi concluso senza comunicazione da parte del Dipartimento di Prevenzione. Tutto ciò è valido in assenza di sintomi; se invece dovesse essere presente o dovesse insorgere sintomatologia sospetta, il suo Medico di Medicina Generale/Pediatra di Libera Scelta le saprà dare le indicazioni più opportune in merito all’esecuzione del tampone (vedi n. 6).

Per il certificato INPS lavorativo deve far riferimento al suo medico di medicina generale, l’unico in grado di accedere al sistema telematico (vedi n. 9).

5. Sono stato identificato come un “contatto stretto” di caso confermato SARS-CoV-2 ma ho effettuato di mia iniziativa un tampone (o un altro tipo di test) con esito negativo, posso evitare o finire prima la quarantena?

No. Nel caso in cui si venga identificati come “contatto stretto” di caso confermato COVID-19, un test con esito negativo troppo precoce non permette di essere esonerati da un periodo di quarantena. Infatti, anche se negativo al tampone, potrebbe comunque sviluppare l’infezione nei 10-14 giorni successivi al contatto ad alto rischio.

6. Ho dei sintomi, che cosa devo fare?

A prescindere che abbia avuto o meno un contatto con un soggetto positivo, o che sia stato posto o meno in quarantena dal Dipartimento di Prevenzione, resti comunque a casa (vedi n.7) e si rivolga al proprio Medico di Medicina Generale o Pediatra di Libera Scelta, il quale valuterà se i sintomi sono suggestivi di un’infezione da SARS-CoV-2 (“Caso sospetto”).

In tal caso, provvederà lui stesso a segnalare il caso sospetto ai medici USCA dei Distretti Socio Sanitari per l’esecuzione del tampone.

In ogni caso, se accusa sintomi di allarme, come affanno o dolore toracico, non perda tempo prezioso aspettando l’esecuzione del tampone, chiami subito il 118! Il tampone fa diagnosi, non è curativo!

7. Ho dei sintomi sospetti e ho già allertato il mio medico curante, devo stare in isolamento? I miei familiari sono in quarantena?

In attesa dell’esito del tampone, non è in isolamento come caso confermato. In ogni caso, ai sensi delle disposizioni nazionali vigenti, in presenza di sintomatologia sospetta è comunque tenuto a restare a casa in malattia. In questo caso, il Dipartimento di Prevenzione non emetterà alcun provvedimento fino all’eventuale conferma di positività con tampone, ma lei potrà far riferimento al suo medico curante per il certificato di malattia INPS. I suoi familiari, in assenza di sintomi e di contatti stretti con casi confermati, non sono tenuti alla quarantena, anche se è consigliabile comunque restare a casa e limitare al minimo i contatti.

8. Ho fatto il test sierologico con prelievo venoso o con il pungi-dito e sono positivo, ho il COVID-19?

No. Questo tipo di test rileva gli anticorpi e non il virus, pertanto non ci dice se al momento del test il soggetto abbia o meno l’infezione e se sia infettivo. Un test sierologico positivo va comunque confermato col tampone. Un test sierologico negativo, invece, non esclude per nulla un’infezione in atto. In nessun caso un test sierologico negativo permette di essere esentati dalla quarantena.

Non ho ben chiara la questione dei certificati telematici per il lavoro, come posso fare?

Può far riferimento al suo medico di medicina generale e all’sito dell’INPS al seguente link: https://www.inps.it/nuovoportaleinps/default.aspx?itemdir=54279.

9. Cosa devo fare se ho bisogno di altre informazioni?

Per informazioni riguardo al coronavirus, si prega di scrivere all’indirizzo mail [email protected] oppure di rivolgersi ad uno dei seguenti numeri:

In allegato, il documento “Misure precauzionali per gli individui in isolamento o in quarantena”: https://www.sanita.puglia.it/web/asl-taranto/ricerca_det/-/journal_content/56/36057/faq-covid-19-risposte-alle-domande-piu-frequenti


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