Crisi aziendali, novità importante per le procedure fallimentari

Crisi aziendali, novità importante per le procedure fallimentari

(di Simona GrassiStudio Rizzo) Un emendamento al Dl 125/2020 (il primo decreto sulla fase 2 dell’emergenza Covid, ora alla Camera per la conversione) apporta un’interessante e sostanziale modifica alla legge fallimentare.


Prima e dopo le modifiche



Prima: le imprese a rischio insolvenza potevano presentare proposte di concordato preventivo (o accordi di ristrutturazione) per ottenere lo stralcio dei debiti. Era però necessario il parere favorevole dell’Agenzia delle Entrate, dell’Inps e degli altri enti titolari dei crediti.

Dopo: l’approvazione della proposta sarà appannaggio del solo Tribunale che potrà omologare la proposta di concordato preventivo (o l’accordo di ristrutturazione dei debiti) quando il debitore dimostrerà, tramite attestazione sottoscritta da un professionista indipendente, che la proposta non è peggiorativa e anzi conveniente rispetto alla liquidazione fallimentare del patrimonio.

Dunque, condizione essenziale poter dimostrare che la liquidazione del proprio patrimonio nell’ambito del fallimento sia meno vantaggiosa della proposta formulata. Diventa così determinante il lavoro del professionista indipendente: dovrà  redigere la relazione in modo da rispettare il precetto dell’art. 160, comma 2, che permette di degradare i crediti assistiti da garanzia o privilegio quando il valore dei beni che formano la garanzia, o assistono la prelazione, risultino incapienti per soddisfare il credito.



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