Cuore e fegato in una scatola, la mafia romana minaccia Bonelli dopo il suo esposto a Cantone

Cuore e fegato in una scatola, la mafia romana minaccia Bonelli dopo il suo esposto a Cantone

Il 5 marzo del 2014, a Taranto, gli furono recapitati un biglietto con allegato un coltello. Ieri, a Roma, una scatola contenente un fegato ed un cuore, della serie “i prossimi saranno i tuoi”.


Minacce ad Angelo Bonelli, esponente dei Verdi, ex consigliere comunale tarantino alla testa del movimento Taranto Respira,  ex presidente del municipio di Ostia tra il 93 e il 94, già portavoce nazionale dei Verdi. Nella notte tra venerdì e sabato qualcuno ha citofonato alla sua abitazione di Ostia: “A merda, c’è un pacco per te”. 



Bonelli ha ovviamente chiamato la Polizia. La scatola era accompagnata da una lettera: “Perché il prossimo sarà il tuo”. Tutto ciò, alla vigilia della manifestazione dei Verdi “Come hanno rubato le spiagge agli italiani” e la presentazione del “manuale di autodifesa del bagnante”.

Il 25 maggio scorso Bonelli ha consegnato  a Raffaele Cantone, magistrato a capo del pool anticorruzione,  un esposto sulle  autorizzazioni rilasciate dai funzionari di Roma Capitale nel X municipio, sciolto per mafia, per la realizzazione di un resort previsto in una zona di massima protezione ambientale. Come ricordano i Verdi, quell’area può essere interessata solo da lavori di rinaturalizzazione , bonifica e restauro conservativo. Secondo Bonelli  “l’amministrazione di Roma Capitale ha autorizzato, ad Ostia, un pesante intervento per un mega resort di 5.000 persone con un mega centro commerciale e annesso parcheggio di 40 mila metri quadri il tutto in un’area di parco nazionale a massima protezione. Sempre in quest’area sono stati autorizzati l’abbattimento di oltre 100 pini“.  Nel suo esposto, Angelo Bonelli chiede al presidente Cantone l’avvio di un’indagine per verificare se ci siano gli estremi per l’annullamento dell’autorizzazione.

 


Annunci


Dove andare a Taranto

Tarentum, la nuova stagione
from to
Scheduled