Da lunedì si può tornare in spiaggia… ma i problemi non mancano

Da lunedì si può tornare in spiaggia… ma i problemi non mancano

L’estate è imminente. Dopo la quarantena e la permanenza forzata in casa, è forte la voglia di tornare in spiaggia soprattutto per chi ha la fortuna di avere il mare dietro l’angolo. La fase 2 ha consentito agli operatori del settore di effettuare le attività preparatorie: i lidi in concessione sono pronti a riaprire. Da ieri, in Puglia è in vigore l’ordinanza balneare 2020. Tutto pronto, ma i problemi non mancano.


Dal 25 maggio (al 30 settembre), possono riprendere le attività balneari lungo i circa 900 km di costa della Puglia. Concessionari di spiagge e altri tratti di costa sono obbligati ad aprire gli stabilimenti e assicurare servizi professionali di assistenza alla balneazione per un periodo minimo compreso tra l’ 1 luglio e domenica 6 settembre.



Sulla carta si riparte lunedì. Nella provincia di Taranto occorrerà qualche giorno in più. “Siamo pronti a cominciare”, conferma Vincenzo Leo, presidente provinciale del Sib-Confcommercio (Sindacato imprenditori balneari) e titolare di Conca del sole. “Circa il 90% dei concessionari del nostro territorio dovrebbe riaprire durante l’ultimo fine settimana del mese, diciamo dal 28 maggio in poi. Tutti gli operatori stanno facendo il massimo per garantire agli utenti sicurezza e comfort, soprattutto in virtù delle norme sul distanziamento sociale a seguito dell’emergenza covid”. Per alcuni operatori l’epidemia e lo stop forzato, non sono stati gli unici problemi di affrontare. “Il 13 novembre dello scorso anno – dice Ludovico Tocci, co-gestore del Tridakna Beach – una violenta mareggiata ha causato ingenti danni alla struttura. Poi c’è stato il covid e tutto il resto. Con fatica siamo riusciti a rimettere tutto in sesto e siamo pronti a ricominciare”.

Decisamente più complessa e problematica è la gestione delle spiagge pubbliche. A Pulsano si è svolta una riunione per tentare di tracciare una linea comune sull’argomento. Vi ha preso parte anche il Comune di Taranto che ha competenza, tra l’altro, su una vasta isola amministrativa costiera sul versante orientale della provincia. “Il grande tema irrisolto è quello della sorveglianza – spiega l’assessore del Comune di Taranto, Gianni Cataldino – e, purtroppo, nemmeno l’ordinanza della Regione Puglia definisce nel merito la questione. Si fa affidamento sul senso di responsabilità del cittadino, ma è evidente che non è sufficiente. La questione è vasta e complessa. Un problema che attraversa tutta l’Italia. Cerchiamo una linea comune con gli altri capoluoghi e con l’Anci, con i quali siamo i continuo contatto”.

“Sulle spiagge libere – prosegue Cataldino – è prevista una distanza di 1,5 metri tra le singole persone e di 10 metri quadri ogni ombrellone. Per chi viola il distanziamento sono previste sanzioni comprese tra 400 e 3000 euro, ma chi effettuerà i controlli? Chi sorveglierà gli accessi alle spiagge? I comuni non hanno le risorse. La sensazione è che Regioni e Governo abbiano voluto scaricare la patata bollente”. Allo studio ci sono diverse opzioni tra cui l’utilizzo di volontari della Protezione civile in qualità di steward. “Questa potrebbe essere una soluzione – spiega l’assessore Cataldino – ma, ovviamente, la Protezione civile può solo dare indicazioni e suggerimenti ai cittadini. Per controlli ed eventuali sanzioni è necessaria, comunque, la presenza delle forze dell’ordine”.


Sull’argomento anche gli operatori privati hanno avanzato qualche proposta. “Si potrebbero contingentare gli spazi a disposizione – dice Vincenzo Leo del Sib – piantando dei tubi nella sabbia, distanziati secondo le prescrizioni delle linee guida. Su questi tubi i cittadini possono sistemare i propri ombrelloni. In questo modo lo spazio a disposizione sarebbe distribuito in maniera regolare, mantenendo la giusta distanza”.

Al di là delle buone intenzioni, da lunedì i pugliesi possono tornare sulle spiagge libere ma, al momento, le uniche regole su cui possono fare affidamento sono quelle della responsabilità e del buon senso… in attesa che accada qualcosa.


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