Dai veleni alla cassa integrazione, l’altalena dell’Ilva volteggia su Taranto

Dalla marcia per chiedere giustizia contro fumi e veleni del siderurgico, alle tensioni sindacali sui livelli occupazionali dell’Ilva. I due volti di Taranto: la battaglia per la salute e per l’ambiente; la difesa del lavoro. L’altalena continua a volteggiare sulla testa dei tarantini. Sabato il corteo, domani l’incontro al ministero dello Sviluppo Economico sulla cassa integrazione per quasi 5000 persone chiesta dall’azienda siderurgica. Il copione si ripete. Tensioni già viste. Ricatti, pressioni, una comunità perennemente (in)difesa. Si lotta per non retrocedere: per Taranto e per i tarantini non ci sono promozioni, si sopravvive aggrappati ad un passato che qualcuno spaccia per futuro.


Per 12mila persone domani a Roma si gioca una partita importante. Ecco cosa dichiara Antonio Talò, segretario generale della Uilm ionica “Diciamo no agli esuberi, chiediamo di conoscere il piano ambientale e industriale dello stabilimento, vogliamo certezze sui salari, sugli ammortizzatori sociali, sull’impegno del governo a superare questa fase di transizione, estremamente delicata. Siamo lontani da quello che per noi deve essere un numero accettabile di lavoratori da porre in cassa integrazione. L’azienda deve fare un bel passo indietro, sia sui numeri sia sull’ipotesi di esuberi, che deve essere scongiurata”.



“Chiediamo certezze sul salario dei dipendenti. Anche la questione ‘rotazione’ è da valutare attentamente, perché, negli anni scorsi, i disagi sono stati avvertiti molto di più in alcuni reparti del siderurgico che in altri. Rammentiamo la necessità di un accordo di programma sul salario e per evitare gli esuberi, così come fatto per il caso di Genova. Il governo deve intervenire con misure concrete.
Sarà mobilitazione ad oltranza: nessuno pensi che al danno sulla salute si aggiunga la beffa della perdita del posto di lavoro. La Uilm lo dice da sempre: continueremo a farlo in modo corretto e coerente. Al governo abbiamo chiesto che ci siano comunicati, presto, il piano ambientale, che per noi resta fondamentale, e il piano industriale dello stabilimento. Sarà uno snodo cruciale, mantenendo fermo il punto che non può esserci un ulteriore aggravio sui lavoratori e sui cittadini”.


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