De Baggis, i premiati nel nome di Marcellino

De Baggis, i premiati nel nome di Marcellino

La terza edizione del Premio Marcellino de Baggis – Festival Internazionale del Cinema Documentario, si è conclusa.  Ecco i premiati  dalla giuria composta da Daniele Ciprì (presidente), Ruggero Sintoni, Massimo Modugno, Virginia Sommadossi, Michele Diomà, Antonella Gaeta e Massimo Causo.


Concorso NUOVI ORIZZONTI




BATUSHA’S HOUSE di Tino Glimmann e Jan Gollob
Miglior documentario internazionale

C’è un’architettura che non cessa di espandersi da 15 anni, narrando passato e futuro, realtà e utopia; una performance continua a lavorare sul paesaggio e sulla nuova vita di una Regione brutalmente e velocemente costretta a diventare Nazione.
La casa di Kadri Batusha, a Pristina, in cima alla collina della capitale kossovara: un’architettura selvaggia e istintiva, costruita senza architetti né permessi; un regno figlio del sogno di un attivista politico che ha lottato per l’indipendenza della sua terra sulla quale oggi vuole lasciare un segno con tante cose da dire.
Come una nuova Babele, oggi comunità vivace e indomita, ma con l’incombere di un’ombra oscura: l’esplosione per via delle medesime ragioni per cui si è generata.

I RICORDI DEL FIUME di Gianluca e Massimiliano De Serio
Menzione speciale della giuria


Una canzone partigiana piemontese cantata da una bambina che culla un neonato, un anziano che rassicura il suo cane che la notte sarà serena, un luogo di incontro per condividere musica, un bambino sogna di diventare poliziotto, giovani danzano attorno a un falò.
Nuove, complesse e articolate civiltà nascono sui fiumi, ma vengono smantellate in una logica populista e perversa.
Un film verità su un pezzo importante della storia italiana, drammatico e violento che dapprima estranea lo spettatore e poi lo intriga e lo avvinghia come fosse egli stesso parte degli abitanti delle baracche sulle rive della Stura.

Concorso MISTERO

MINGONG di Davide Crudetti
Menzione speciale della giuria
Per il confronto cinematograficamente vivido con la realtà a rischio di oblio di una remota regione cinese sospesa in un limbo culturale e temporale, tra giovani che vanno altrove e anziani che preservano il loro mondo

 

LA NATURA DELLE COSE di Laura Viezzoli
Miglior documentario opera prima

Per la capacità di elaborare l’orizzonte degli eventi, superando la staticità del corpo attraverso le infinite possibilità del pensiero e delle immagini.

 

THE GOOD INTENTIONS di Beatrice Segolini e Maximilian Schlehuber
Menzione speciale della direzione artistica (Andrea Simonetti, con la collaborazione di Leonardo Gregorio)
Per la capacità di mettere in scena un diario familiare bizzarro e insolito tra relazioni fatte di “detti e non detti”.
Un viaggio nella dimensione privata e nelle sue autorappresentazioni, un’indagine aspra e a tratti dissacrante sulla famiglia e in particolare sulla figura paterna.

La cerimonia di premiazione è iniziata con l’esibizione dei Chitartarentum Ensemble composto da Michele Santoro, Giovanna Delfino, Andrea Solito, Silvio Silvestre, Dario Rizzo, Federico Attanasio e Giovanni De Fazio che hanno eseguito colonne sonore di film famosi arrangiate dal maestro Pino Forresu.

La serata è stata l’occasione per rivedere Mumbai Masala di Marcellino de Baggis, un documentario su Bollywood che ha idealmente chiuso un Festival aperto da “Più libero di Prima di Adriano Sforzi”, ambientato tra la Liguria e il carcere di Varanasi.
È stato proiettato e premiato anche “Finestre Mute”, un corto di sei minuti girato dagli studenti tarantini dell’Istituto Liside delle classi 4AT e 4AG, seguiti dalle professoresse Anna Quaranta e Roberta Villa. La metafora visiva delle finestre ammutolite è stata usata dai ragazzi per esprimere il loro sogno di una rinascita della città.

 

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“Registrate circa 2000 presenze durante le quattro giornate di proiezioni. Un risultato molto soddisfacente; un festival piccolo che cresce e si fa strada” dichiara il presidente Marcello de Baggis.


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