Diabolik, film e ristampe. Evergreen del fumetto italiano

Diabolik, film e ristampe. Evergreen del fumetto italiano

Il tempo sembra non scalfire il fascino di Diabolik. Anzi, come un buon vino, il “re del terrore”, più invecchia e più piace. Nato nel 1962, dalla fantasia e dall’intraprendenza delle sorelle Angela e Luciana Giussani, il ladro in calzamaglia nera vive una nuova stagione.


DA QUASI 60 ANNI IN EDICOLA

Da quasi 60 anni popola le edicole, puntuale e impeccabile, con episodi inediti e ristampe della storica casa editrice Astorina. E’ appena iniziata, però, una nuova iniziativa editoriale. Gazzetta dello Sport e Corriere della Sera ripropongono con cadenza settimanale le copie anastatiche dei primi 50 numeri di Diabolik. La copia anastatica non è una semplice ristampa, ma la riproduzione completa in tutte le sue parti dell’opera originale.



Un successo indiscusso per Diabolik, ma il primo numero del novembre 1962 fu accolto con una certa freddezza. Su una tiratura di circa 20mila copie ne furono vendute appena 8mila.

Diabolik ha segnato un epoca non solo con le sue mirabolanti imprese criminali, accompagnato dalla fedele e affascinante Eva Kant. Il formato poket con cui viene pubblicato sin dagli esordi ha contribuito, infatti, a cambiare il modo di proporre il fumetto in Italia.

I MISTERI DI DIABOLIK

Il mistero avvolge la nascita stessa della collana. In molti sostengono che le sorelle Giussani abbiano, in qualche modo, tratto ispirazione per la loro creatura dalle avventure di Fantomas.


Incerta anche l’identità del primo disegnatore di Diabolik. Il numero uno è intitolato “Il re del terrore”. Il suo disegnatore si chiamava quasi certamente Zarcone, Angelo Zarcone. Ma potrebbe anche essere uno pseudonimo. Certo è che dopo aver consegnato le tavole del primo numero, è scomparso nel nulla. Nessuno è più riuscito a rintracciarlo.

Proprio alla figura del disegnatore misterioso è dedicato il docufilm “Diabolik sono io” (2019) del regista Giancarlo Soldi. A metà tra fiction e documentario, la produzione è arricchita dalle interviste alle sorelle Giussani e da materiale d’annata delle teche Rai.

DIABOLIK AL CINEMA

Il flirt tra Diabolik e il cinema arriva da lontano. Mario Bava, il maestro dell’horror made in Italy, diresse una pellicola nel 1968. Un film diventato cult per le citazioni pop e psichedeliche che lo condivano.

Ci riprova ora la coppia geniale di Manetti Bros con un nuovo adattamento per il grande schermo di prossima uscita (era prevista a fine 2020, ndr). Nei panni del re del terrore c’è Luca Marinelli. Miriam Leone interpreta Eva Kant. Valerio Mastrandrea, invece, è l’ispettore Ginko, acerrimo rivale di Diabolok. Completano il cast Alessandro Roia, Serena Rossi, Claudia Gerini e Roberto Citran.


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