Diodato incanta e fa ballare il Fusco

Diodato incanta e fa ballare il Fusco

Sussurra, sibila, porta il tono dove vuole e poi lo riabbassa. La sua voce, tra le più limpide dell’attuale panorama italiano, avrebbe meritato il tutto esaurito in questa Babilonia che porta il nome di Taranto (video)


Chi c’era, però, ieri sera in platea e su in galleria nel teatro Fusco, ha applaudito, cantato e pure ballato sulle note dell’artista tarantino che in via Giovinazzi, nel riscoperto teatro comunale, ha voluto aprire il tour 2019 giocando d’anticipo  sulla tabella di marcia (in questi giorni è in sala registrazione).



Diciamolo subito, Diodato canta benissimo e trasferisce anche meglio i suoi testi con una musicalità che senza indugiare passa dal rock alla melodia classica italiana, alternando schitarrate e percussioni su morbidi tappeti di pianoforte, giochi acustici e tonalità sorprendenti, mixando con una voce dolce quando si deve e intensa, estesa e limpida come si deve.

I vocalizzi di Antonio Diodato risultano così unici a tal punto da renderlo riconoscibile al primo ascolto. L’omaggio a De Andrè e  la sua timidezza iniziale, vinta sul palco col trascorrere dei brani, tanto da impugnare la chitarra e cominciare Babilonia tra la gente –  senza microfono – rendono la cifra elegante, e coinvolgente, di una serata da tutto esaurito. In futuro, anche a Taranto, nella sua Taranto, per Diodato sarà così. Ieri chi non c’era s’è perso qualcosa.


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